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Come eliminare e prevenire il tartaro nei gatti?

primo piano di gatto

Ecco come eliminare il tartaro nei gatti e prevenirne la ricomparsa.

© Pixabay

Il tartaro nei gatti è causa di svariati problemi di salute per l’animale: scopriamo come eliminarlo, prevenirlo e quali sono le sue conseguenze.

Di Serena Esposito

aggiornato il 08/02/21, 15:38

Mantenere pulita la bocca dei nostri amici a quattro zampe è molto importante, l’accumulo di tartaro nei gatti, infatti, può portare all’insorgenza di svariati problemi di salute.

La bocca del gatto (come per umani e cani) è sede di batteri che, insieme al cibo accumulato durante i pasti, cooperano a formare uno strato sulla superficie del dente, che in 24 ore si cementa, dando origine al tartaro.

Quest’ultimo si insinua poi anche sotto la gengiva, innescando processi infiammatori ed infezioni. Ma come fare per contrastare ed eliminare il tartaro nei gatti?

A proposito di tartaro: Sai come pulire i denti al gatto?

Come togliere il tartaro dai denti del gatto?

Eliminare il tartaro nei gatti è possibile solo mediante la detartrasi. Non ci sono altri modi, una volta che il tartaro si è formato, di scalfirlo, o ammorbidirlo.

Possiamo quindi dividere la risoluzione del problema in due linee d’azione diverse:

  • a monte, prevenendo la formazione di tartaro;
  • a valle, agendo dopo che il tartaro si è formato, mediante la detartrasi, che andrà poi ripetuta costantemente una volta l’anno.

Ma cos’è la detartrasi, e come si previene la formazione del tartaro nei gatti?

La detartrasi

La detartrasi è un'operazione che svolge il veterinario e che permette di eliminare il tartaro sia dai denti, quindi quello esposto e visibile, sia dalla zona sub gengivale, dove si annida il tartaro più insidioso, che dà luogo alle infezioni batteriche più severe e pericolose.

Tale operazione si svolge grazie all’utilizzo di ultrasuoni, che andranno a intaccare ed eliminare le placche di tartaro.

Niente di particolarmente doloroso (quanto una pulizia dei denti per un umano), tuttavia la detartrasi va effettuata sotto anestesia generale dell’animale, semplicemente per la sua tranquillità.

Per un gatto sano l’anestetico utilizzato non arreca alcun tipo di rischio, a differenza di quelli a cui l’animale andrebbe incontro a causa di un cavo orale compromesso.

In seguito alla detartrasi è opportuno far eseguire al veterinario anche una lucidatura dei denti, che a dispetto di quanto può sembrare non ha fini estetici: essa previene la formazione di tartaro, dopo la sua eliminazione.

Prevenire è meglio che curare

La prevenzione dell’insorgenza di tartaro nei gatti si basa su una serie di operazioni, da attuare preferibilmente sin da cucciolo sul gattino:

  • lavare i denti del gatto quanto più spesso possibile e spazzolare i denti facendo attenzione ad utilizzare dentifricio e spazzolino dedicati: lo smalto dei denti felini è più debole del nostro.
  • Assicurarsi che il gatto mastichi abbastanza: in questo modo il dente si manterrà saldo all’osso grazie alla sollecitazione sul legamento. In caso di alimentazione umida, esistono in commercio croccantini da affiancare alla dieta, sviluppati per rallentare la formazione di placca e tartaro.
  • Effettuare una radiografia della bocca, per evidenziare eventuali compromissioni del cavo orale non visibili ad occhio nudo.
  • Mantenere una alimentazione sana e corretta per il gatto.

Le conseguenze dell’accumulo del tartaro nei gatti

È importante conoscere le conseguenze dell’accumulo di tartaro nei gatti ed in generale di un cavo orale compromesso, in quanto esse, secondo uno studio pubblicato sul Dental Research Journal, sono drammaticamente correlate a patologie sistemiche quali:

  • malattie gastrointestinali;
  • patologie cardiovascolari;
  • diabete;
  • patologie a carico dell’apparato riproduttore.

Nondimeno, una scarsa igiene orale provoca ovviamente anche patologie orali nel gatto, quali la stomatite felina e la parodontite, vediamole nel dettaglio.

Stomatite felina

La stomatite felina è una infiammazione del cavo orale che interessa più del 50% dei gatti. Essa può essere associata ad una compromissione del sistema immunitario, causata da infezioni batteriche/virali.

I sintomi più emblematici della stomatite sono:

  • dolore alla bocca, che spesso provoca inappetenza;
  • perdita poderale, causata appunto dall’inappetenza;
  • gengive gonfie, arrossate e talvolta sanguinanti;
  • ulcere;
  • pungente alitosi, causata dai batteri che producono secrezioni ricche di zolfo.

Fare quindi attenzione al manifestarsi di uno di questi sintomi ed intervenire immediatamente consultando un veterinario.

Parodontite

A lungo andare, una bocca malsana non trattata può portare all’insorgenza di parodontite, condizione che consiste nella consunzione dell’anatomia che sorregge il dente: osso, gengiva, fino alla perdita del dente vero e proprio.

Sarà quindi fondamentale agire d’anticipo, prima dell’insorgenza di malattia parodontale, in quanto, se diagnosticata alla comparsa dei principali sintomi quali mobilità del dente ed alitosi, potrebbe essere già troppo tardi e Micio potrebbe rischiare di perdere qualcuno dei suoi denti.