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Alitosi del gatto: quali sono le cause e come rimediare

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L'alitosi del gatto è un problema da risolvere.

© Shutterstock

Se il tuo amico a quattro zampe ha l'alito cattivo non disperare. Ricorda in primis che si tratta di un animale, ma ci sono alcune misure che puoi adottare per far fronte all'alitosi del gatto.

Di Clara Amodeo

Nonostante l'alitosi del gatto possa non rappresentare un problema di carattere sociale come invece succede tra gli umani, l’alito cattivo degli animali domestici è tuttavia un disturbo che è al contempo sintomo di qualcosa che non va.

Dalla pulizia dei denti alla malattia, ecco tutto quello che c’è da sapere per capire perché al vostro gatto puzza l'alito.

Le manifestazioni dell’alito cattivo del gatto

In una condizione normale, l’alito del gatto è come quello umano: inodore o, al più, dell’odore di quello che ha mangiato durante il pasto precedente.

Tuttavia, se il gatto ha l’alito cattivo allora bisogna iniziare a chiedersi se c’è qualcosa che davvero non vada a livello di cavo orale e igiene orale, ma anche di problemi digestivi se non di patologia e stato di salute.

Ecco perché l'alito del gatto puzza

Le cause di tali manifestazioni possono essere le più varie. Partiamo dai disturbi alla bocca del gatto e, quindi, alla dentatura del gatto in generale.

Può infatti succedere che una cattiva pulizia dei denti del gatto (e, in generale, del cavo orale con conseguenti ricadute sull’igiene orale) e le patologie conseguenti possano essere la causa stessa dell’alitosi come:

  • la gengivite (ossia le gengive infiammate);
  • la parodontite;
  • la stomatite;
  • le ulcere;
  • la placca;
  • il tartaro;
  • neoformazioni in bocca;
  • la presenza di corpi estranei.

In alcuni casi è sufficiente migliorare la cura dei denti del gatto e, con grande probabilità, il disturbo dell’alito cattivo del gatto scomparirà in breve tempo.

Cause dell'alito cattivo che derivano da patologie gravi

Ben diverso è quando l’alitosi felina è provocata da disturbi più seri. Specie in questi casi è bene odorare l’alito del gatto: le cause, infatti, possono manifestarsi in diversi miasmi e solo così è possibile capire cosa può esserci dietro. 

Gli odori dell'alito che dovrebbero farci temere una patologia più seria sono:

  • Alito del gatto agliaceo, che potrebbe essere dato dalla presenza degli ascaridi, parassiti intestinali del gatto;
  • Alito del gatto che puzza di pesce marcio tendente a quello d’urina, che puo essere dovuto a una caso di uremia in corso o a insufficienza renale;
  • Alito con odore fruttato, sintomo di diabete mellito, un tipo di diabete molto diffuso specie tra i gatti domestici.

In questi casi è molto importante potersi rivolgere per tempo a un veterinario e, con lui, riscontrare la gravità del problema e agire di conseguenza, anche con una cura con farmaci specifici. Non solo.

Le condizioni fisiche del gatto come causa dell'alitosi

È possibile capire le cause dell’alitosi felina anche dalle condizioni fisiche del gatto per esempio se:

Qualsiasi sia la causa dell'alito cattivo nel vostro gatto, ricordate di parlarne sempre con il vostro veterinario di fiducia.

Come si cura l'alitosi felina?

Quando l’alitosi felina è causata da una scorretta igiene orale, o anche quando proviene da un’alimentazione poco adatta, allora è possibile correggere tale difetto con una serie di attività atte a migliorare l’alito.

Nel caso di placca e tartaro, basta infatti utilizzare in modo corretto tutto il kit per l’igiene orale: parliamo del dentifricio per gatti (che, è bene ricordare, non è la pasta che usiamo anche noi ma un dentifricio specifico a uso felino) e dello spazzolino per gatti, che aiutano a evitare l’accumularsi del tartaro che causa problemi a denti e gengive.

La pulizia dei denti del gatto è dunque fondamentale, ma non è l’unico rimedio che si può attuare: al suo fianco, infatti, è bene somministrare un'alimentazione specifica, come il mangime secco, efficace nel combattere l’alitosi del gatto.

Ma prima di effettuare qualsiasi cambio nella dieta del vostro amico a quattro zampe ricordate sempre di chiedere il parere del vostro medico veterinario!