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L'epatozoonosi del gatto: come viene trasmessa la malattia dalla zecca

epatozoonosi del gatto: gatto all'aria aperta

L'epatozoonosi del gatto può essere trasmessa attraverso l'ingestione di una zecca 

© Sa Ka/Pixabay

L'Epatozoonosi del gatto è una malattia che viene trasmessa attraverso l'ingestione di una zecca infetta. Ma quali sono i sintomi e perché è ancora così poco conosciuta? Scopriamolo.

Di Flavia Chianese

Pubblicato il

L’epatozoonosi del gatto, a differenza di come possa suggerire il nome, non è una malattia del fegato, né si tratta di una zoonosi, ovvero di una malattia trasmissibile all’uomo (e viceversa).

E allora di cosa stiamo parlando? Il nome deriva da un protozoo, l’Hepatozoon appunto, che è il grado di trasmettere la malattia attraverso l'ingestione di una zecca infetta. Ma quali sono i sintomi e perché è ancora così poco conosciuta? Scopriamolo.

Cos’è l’Epatozoonosi del gatto 

L’epatozoonosi del gatto è una malattia causata dal protozoo Hepatozoon, un minuscolo microrganismo abbastanza diffuso tra i carnivori selvatici. Nel gatto, il protozoo con maggiore incidenza è l’H. felis, ma anche infezioni da H. canis, che ha come ospite d'elezione il cane, sono possibili.

Nei felini è un disturbo riscontrato con bassa frequenza, ma in realtà sembra essere più comune di quanto si pensi: la patologia nel gatto resta spesso asintomatica e perciò difficile da diagnosticare.

Ma l’Hepatozoon ha un’altra caratteristica particolare, infatti viene trasmesso dalle zecche, ma non attraverso la puntura. Anche la zecca comune, presente in Italia, è in grado di veicolarlo.

Le zecche sono spesso il principale veicolo di malattie infettive per i nostri animali domestici: attraverso il loro morso infatti sono in grado di trasmettere virus e patogeni al gatto, oltre che a provocargli una puntura irritante.

Tuttavia i microrganismi patogeni attraverso l’evoluzione trovano sempre nuove ed originali vie per infettare i loro ospiti, come nel caso dell'Hepatozoon.

Come si trasmette l'Epatozoon del gatto?

L’epatozoonosi viene trasmessa al gatto mangiando una zecca infetta, portatrice del protozoo Hepatozoon. La modalità di infezione è particolare, se si pensa che la maggior parte delle malattie sono trasmesse dal morso diretto del parassita, e non dalla sua ingestione.

La patologia può inoltre essere trasmessa dalla madre al figlio per via placentare, se la zecca morde la gatta durante la gestazione.

Come agisce nell’organismo del gatto?

Questi microscopici parassiti hanno un ciclo vitale molto semplice: una volta che il gatto avrà ingerito il corpo della zecca infetta da epatozoonosi, cominceranno ad invadere i tessuti di muscoli ed organi, provocando la rottura delle cellule per farsi spazio nel torrente circolatorio.

Una volta nel circolo sanguigno, essi potranno essere trasmessi al prossimo morso di zecca, e così il ciclo sarà pronto a ricominciare. Il danno tissutale potrebbe dar origine a una sintomatologia infiammatoria, spesso associata ad una soppressione del sistema immunitario. 

Sintomi

Nella maggior parte dei casi l’epatozonoosi del gatto trasmessa da zecche resta asintomatica. Proprio per questo motivo la malattia è poco conosciuta e può facilmente essere scambiata con altri tipi di disturbi.

Quando questa si rende manifesta con evidenti sintomi nel gatto, spesso è perchè vengono trovate altre condizioni patologiche concomitanti. I sintomi principali sono:

  • Letargia
  • Stanchezza
  • Febbre
  • Gonfiore dei linfonodi
  • Anemia
  • Trombocitopenia
  • Presenza di altri virus nel sangue 

Cause di epatozoonosi nel gatto

Una delle cause dell’epatozonoosi del gatto può essere spesso riconducibile ad uno stile di vita all’aria aperta.

Certamente se un gatto avrà accesso ad un giardino, soprattutto se non adeguatamente protetto da antiparassitari, avrà più probabilità di contrarre l’infezione. 

Diagnosi e cura

Proprio per il suo carattere insidioso, l’Hepatozoon rimane spesso non diagnosticato. Quando questo accade, nella maggior parte delle volte, si tratta di un caso fortuito dovuto alla presenza di un’altra patologia che invece causa sintomi manifesti.

Ancor più difficile risulta la sua individuazione in soggetti con un sistema immunitario compromesso. Il veterinario baserà il suo sospetto sull’osservazione dei segni clinici durante l’esame obiettivo, cui seguiranno esami del sangue e delle urine.

Esami di laboratorio

Per escludere altre malattie simili, il veterinario potrà richiedere la ricerca dei parassiti nei seguenti distretti: 

  • Nel sangue, attraverso uno striscio (gameti del protozoo)
  • Nei muscoli (meronti, stadio del parassita)
  • Ricerca del DNA del parassita nel sangue e nei tessuti del gatto

Tuttavia queste analisi non sempre risultano essere sempre attendibili al 100%.

Trattamento

Il trattamento consiste nel cercare di contenere la sintomatologia, qualora sia presente.

Il veterinario saprà suggerirvi la cura più adatta, dal momento che essa può variare di caso in caso. L’unico vero trattamento efficace però è la prevenzione: se il gatto esce all’aria aperta, ricordate sempre la sua protezione antiparassitaria. 

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