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Gatti e bambini: come farli giocare e a cosa stare attenti

gatto con bambina advice © Pixabay

A gatti e bambini piace giocare sempre insieme! Ecco come organizzare i momenti di svago e cosa non fargli fare.

Di Claudia Scarciolla

Gatti e bambini insieme sono di una dolcezza infinita che sorprende. Purtroppo si ha la tendenza a credere che l’interazione gatti e bambini sia meno adatta, rispetto a quella cani e bambini, poichéi gatti aumenterebbero il rischio di trasmissione di malattie e di ritrovarsi in situazioni pericolose per l’incolumità del neonato. È davvero così? C’è chi afferma come scegliere di crescere un bambino con un animale da compagnia, il più delle volte, gatto o cane, è importante per il suo sviluppo e la sua educazione. Ecco in dettaglio alcuni consigli e regole da rispettare affinchè la convivenza sia sicura e serena il più possibile.

Gatti e bambini possono convivere serenamente?

I benefici derivanti dall’interazione con il gatto sono molteplici e supportano più sfere della vita dei bambini. Va a costituirsi, infatti, una crescita personale basata sull’autostima, sul rispetto, sulla responsabilità e l’impegno di badare ad un altro essere vivente. Sull’affettività e la creazione di un rapporto di condivisione di momenti carichi di emotività in cui il bambino vede nel gatto, o nel cane, un confidente, il suo migliore amico. E al contempo, il gatto vede nel bambino una figura di rilievo a cui rivolgersi per essere coccolato e giocare. In psicologia la zooterapia, meglio conosciuta come pet therapy, punta proprio su questi aspetti e offre, a livello scientifico, ottimi spunti di riflessione sulla terapia comportamentale.

Consigli per una convivenza perfetta tra gatti e bambini

La creazione di un ambiente domestico in cui la convivenza tra gatti e bambini sia equilibrata e reciproca è fondata sul tipo di educazione che i genitori insegnano ai loro figli nel trattare con gli animali domestici. Per creare una certa affinità è necessario riporre, già dal primo incontro, regole di comportamento e di igiene precise che non dimentichino il limite esistente e ben marcato tra l’uno e l’altro mondo.

Da un punto di vista comportamentale, la prima cosa che si deve insegnare ai bambini è la modalità di interazione che si deve avere con il gatto. Bisognerà insegnare al bambino di casa a non tirare coda e orecchie del gatto, a non avere comportamenti bruschi e aggressivi e ad evitare di dare cibi che non siano quelli specifici per i gatti.

A rispettare i luoghi del gatto, come la sua lettiera, il suo rifugio preferito, i suoi giochi. Sempre meglio osservare con attenzione il tipo di gioco tra gatti e bambini, soprattutto durante i loro primi contatti. Se si decide di avere gatti e neonati nella stessa casa risultaimprescindibile il rispetto delle norme igieniche che prevedono l’iter sanitario di vaccinazione del gatto con annesse cure antiparassitarie e l’accertamento di eventuali allergie al pelo del gatto da parte del bambino. Risulta, inoltre (ovvio) ricordare che gli spazi condivisi dal gatto e bambino devono essere puliti con accuratezza e regolarità.

Come fare accettare il neonato al gatto di casa

La vita quotidiana condivisa con un gatto può essere stravolta dalla nascita di un bambino. I gatti, infatti, sono gelosi dei neonati. Gli odori, i suoni e le attenzioni rivolte al neonato possono far sentire il gatto a disagio e creare una situazione di stress e ansia. In questi casi, come succede se si introduce un altro cucciolo in casa, è bene essere preparati. Il gatto è un animale molto abitudinario e territoriale.

Per questo prima dell’arrivo del neonato in casa è bene abituare il gatto all’idea di una novità. Per farlo basterà portare in casa seggiolone, lettino e vestitini del neonato (intrisi del suo odore), affinché all’arrivo del bambino, il gatto non resti spiazzato. Tutto deve avvenire in modo graduale,senza forzare l’unione del gatto e neonato e rispettando i tempi, del gatto, ad abituarsi al cambiamento. Un’ottima opzione sarebbe quella di far associare al gatto il neonato ad un momento di felice di ricompensa, con del cibo.

La personalità del gatto gioca un ruolo decisivo nell’intesa che si creerà dopo un primo periodo d’assestamento. Non vi sono gatti adatti ai bambini e gatti no, anche perché anche all’interno della stessa razza felina è possibile trovare caratteri particolari, più affettuosi o indifferenti. Ecco gatti e neonati che condividono momenti di gioco dolcissimi:

I gatti portano malattie ai bambini? Pregiudizi da sfatare

Molti luoghi comuni affermano che avere un gatto in casa quando la donna è incinta e/o in presenza del neonato può indurre al rischio di ritrovarsi in situazioni spiacevoli. Si parla di contrarre malattie o di esporre il neonato a problemi di vario genere come soffocamento in culla, e altro. Ma quanto la presenza di un gatto mette a rischio la vita di un bambino o neonato?

Non si possono calcolare con assoluta certezza le  probabilità e la casualità, importante è conoscere che vi sono situazioni di rischio che è bene evitare o gestire con le dovute attenzioni. Sapendo che il gatto cerca giacigli caldi, ad esempio, è bene non lasciare il gatto e il neonato da soli nella stanza, onde evitare che i peli (se il bambino è allergico) e il gatto stesso lo soffochino o lo graffino.

Per quanto riguarda le malattie, la toxoplasmosi in gravidanza è difficile da prendere se si hanno contatti esclusivamente con gatti domestici che vivono in appartamento. E malattie specifiche del gatto, quali HIV Felina (Fiv) e leucemia (Felv), non sono trasmissibili all’uomo.  Il graffio del gatto è forse l’unica delle possibili malattie che possono essere trasmesse dai gatti ai bambini ma che sono curabili facilmente previa disinfezione della ferita e controllo specialistico del medico. I gatti amano i bambini (e viceversa), mentre il gioco li unisce alla scoperta del mondo. Non vi è dubbio che educare il proprio figlio alla convivenza con un gatto è il più bel regalo che gli si possa fare!

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