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Cause e rimedi delle croste sul collo del gatto

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A cosa sono dovute le croste sul collo del gatto?

© Pixabay

Le croste sul collo del gatto sono causate da varie malattie della pelle: in questo articolo ne approfondiamo le cause.

Di Clara Amodeo

Pubblicato il 12/10/20, 21:18

L’insorgere di croste sul collo del gatto non è mai un buon sintomo per lo stato di salute del felino: che si tratti di vedere del rosso dietro al collo del gatto o di una crosta cheratinosa sul micio è bene approfondire il disturbo sia con un’accurata perlustrazione della zona colpita sia, soprattutto, con l’ausilio di un veterinario.

Se, infatti, l’allarmarsi per tempo del padrone può prevenire l’insorgere di complicazioni e di grossi traumi, allo stesso tempo sarà uno specialista a indicare la via migliore per risolvere il disturbo.

In questo articolo vediamo dunque assieme quali sono le principali cause delle croste sul collo del gatto e quali possono essere i principali rimedi che, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, devono essere tuttavia concordati con il veterinario per un risultato efficace e duraturo della terapia.

Perché il gatto si gratta?

Le croste sul collo del gatto sono per la maggior parte dovute a un insistente prurito che porta il gatto a grattarsi con forza o, quantomeno, in modo anomalo rispetto alla normale “dose” di prurito giornaliero.

Eppure, non sempre le cause sono le stesse: le malattie cutanee, infatti, sono molto comuni nei gatti e possono essere causate da parassiti, allergie, infezioni batteriche, candidosi, tumori e malattie sistemiche.

Di che colore è la pelle del gatto?

Di norma, la pelle di un gatto sano è di colore rosa o nero, a seconda dei pigmenti caratteristici della razza, ma quando inizia il prurito, il gatto è in grado di accanirsi sulla zona interessata, grattandosi con vigore e causando a se stesso lesioni da autotraumatismo per colpa degli artigli.

E se il gatto ha la pelle gialla? Scopri cosa significa!

In tal caso la cute non sarà più bella e si cominceranno a presentare croste, scaglie, macchie bianche o nere, masse, protuberanze e zone infette o infiammate.

Le principali cause delle croste sul gatto, tra collo e altre parti del corpo

Come abbiamo appena visto, in generale, si tratta di malattie della pelle dei gatti, le quali possono essere di diversa natura.

Partiamo, per esempio, dalle dermatiti: si tratta di infiammazioni della pelle causate da diversi fattori.

Il primo e più diffuso è quello dei parassiti come le pulci: in questo caso si tratta di dermatite allergica che porta il gatto a grattarsi di continuo, al punto di cagionare croste e arrossamenti, gonfiore e rottura di peli.

Dermatosi miliare

Una forma particolare è quella della dermatosi miliare, causata da allergie alla saliva di pulce, allergie alimentari o alle polveri di casa.

In questo caso croste con prurito variabile ed eruzione cutanea di papule rosse sono le principali manifestazioni e, quando si ha a che fare con gli insetti, le cure migliori sono a base di antiparassitari.

Il secondo, invece, è rappresentato dalle infezioni, cui seguono anche allergie alimentari e shampoo non adatto al gatto e così via.

Eczema

L’eczema è un’irritazione della pelle che può essere causata da una reazione allergica, da un’alimentazione scorretta o dal cambiamento di cibo e si manifesta con arrossamenti, croste e vescicole.

Di solito un gatto affetto da eczema si gratta, si toglie le crosticine o ciuffi di pelo.

Rogna

Caso simile è quello della rogna, il cui responsabile è un acaro: in tal caso il gatto si gratta di continuo, ha prurito, ha crosticine e perde il pelo a chiazze.

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La rogna, poi, è una malattia che può essere trasmessa agli altri animali domestici e anche all’uomo, ma è curabile, pertanto si consiglia di rivolgersi subito al veterinario, al quale sarà opportuno chiedere come prevenire la malattia per gli altri animali di casa e per la propria salute.

Funghi della pelle: come capire se il gatto ha la tigna?

I gatti infine possono essere colpiti da funghi della pelle: tra queste, la tigna favosa è una malattia della pelle dovuta ai funghi che causa arrossamenti e crosticine sulla pelle del gatto simili ai favi degli alveari (elemento, questo, a cui deve il suo nome).

La tigna viene portata dai topi ed è contagiosa, perciò solitamente si consiglia di isolare il gatto, di rivolgersi subito al veterinario che prescriverà la cura più adatta a base di pomate e di antibiotici.

Le cure per le croste sul collo del gatto

Come abbiamo visto, dunque, è sempre bene rivolgersi al veterinario: un punto importante, questo, per evitare che certe cure casalinghe (fatte col cuore, ma forse un po’ maldestre) rischino di mettere a serio pericolo la salute non solo del gatto ma anche quella degli altri componenti della famiglia, siano essi altri animali o esseri umani.

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Articolo revisionato da

francesco-reina



Francesco Reina
Assistente veterinario