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Sintomi e terapia dell'Ehrlichiosi del cane

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Nel Pastore Tedesco l'Ehrlichiosi del cane può avere effetti più gravi che nelle altre razze.

© Pixabay

L’ehrlichiosi del cane è una malattia batterica trasmessa dalle zecche, fortemente radicata in Italia. Scopriamone sintomi e terapia

Di Flavia Chianese

Pubblicato il 12/02/21, 19:00

“Non dimenticare l’antiparassitario al cane”! Se esistessero i 10 comandamenti di un padrone, questo sarebbe probabilmente nella top three.

Perché è così importante? Spesso dimentichiamo che il vero problema non sono i parassiti veri e propri, ma le innumerevoli malattie che essi possono trasmettere, talvolta anche all’uomo.

Una di queste è l’ehrlichiosi del cane: una malattia endemica nel bacino mediterraneo. Cosa significa? Che ogni zecca che morde il nostro cane può potenzialmente trasmettergli questa malattia. 

Cos’è l'Ehrlichiosi del cane?

L’ehrlichiosi è una malattia batterica trasmessa nel cane dalle zecche, i cui sintomi prevalenti sono febbre persistente e anemia. Il batterio in questione penetra nel cane attraverso le secrezioni salivari durante il morso di una zecca infetta.

È conosciuta anche con altri nomi: 

  • Pancitopenia tropicale canina, per via della sua origine tropicale; 
  • Malattia monocitica canina, perché attacca preferenzialmente i leucociti mononucleati del cane, un tipo di globuli bianchi

Quando parliamo di Ehrlichiosi del cane, ci riferiamo quasi sempre al batterio Ehrlichia canis, che però non è l’unico ceppo in grado di scatenare la malattia. 

Tipi di Ehrlichia del cane

Con il termine "Ehrlichiosi" si indicano un insieme di microrganismi batterici appartenenti all’ordine delle Rickettsiales, responsabili di diverse tipologie di infezione (come la rickettsiosi).

Quelli di maggior interesse, in grado di provocare Ehrlichiosi nel cane e nell'uomo sono:

  • E. canis;
  • E. chaffensis;
  • E. ewingii.

Il primo tipo è presente in tutto il mondo, compresa l’Europa. La zecca in grado di trasmetterla è infatti ben radicata nel nostro territorio: la zecca bruna del cane (Rhipicephalus sanguineus). 

Le altre 2 non sono presenti in Italia, ma rivestono particolare interesse al di fuori dei confini europei, in alcune aree del continente americano. 

L'Ehrlichiosi è dunque una zoonosi: anche l'uomo può contagiarsi in seguito alla puntura di zecca.

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Le zone endemiche di Ehrlichiosi del cane

In Europa, la distribuzione dell’E. canis segue la distribuzione geografica della zecca bruna: ecco perché la ritroviamo nelle zone a clima temperato, in particolare nel bacino mediterraneo.

I paesi con il maggior tasso di infezione sono:

  • Francia,
  • Italia (maggiore al sud),
  • Spagna,
  • Portogallo,
  • Grecia
  • Bulgaria.

Anche se questa zecca colpisce prevalentemente in primavera, i sintomi della malattia possono comparire durante tutto l’arco dell’anno, a causa dei tempi di incubazione variabili associati al batterio.

Sintomi dell’ehrlichiosi nel cane 

I sintomi dell’Ehrlichiosi del cane possono variare molto in base allo stato di salute dell’animale. Trattandosi di un’infezione batterica, i cani immunodepressi o che hanno sviluppato infezioni concomitanti, hanno un decorso patologico più complesso. 

Anche la razza può incidere sulla gravità dell’infezione: nel Pastore Tedesco, per motivi ancora poco noti, generalmente l’infezione risulta più grave.

Esistono però anche molti casi in cui l’Ehrlichiosi nel cane guarisce spontaneamente. Ricaduta e cronicizzazione tuttavia non sono infrequenti, specialmente nei soggetti asintomatici. 

L’evoluzione dei sintomi varia in base alle diverse fasi della malattia. 

Fase acuta 

È la prima fase di infezione, che dura 2-4 settimane. Qui si possono riscontrare nel cane sintomi quali:

  • Febbre,
  • Letargia
  • Anoressia,
  • Perdita di peso.

A questi sintomi generalizzati si associa spesso un aumento delle secrezioni (sierose o purulente) nasali e oculari.

In questa fase i sintomi possono passare anche inosservati al proprietario.

La maggior parte dei cani con un buon sistema immunitario è in grado di combattere efficacemente l’infezione, senza necessità di trattamento. Se ciò non avviene, la malattia avanza alla fase successiva. 

Fase subclinica

La fase subclinica è caratterizzata dalla permanenza del batterio nell’ospite. È la fase più subdola della malattia: può durare mesi o addirittura anni senza che vi siano sintomi manifesti.

Durante questa fase, l’E. canis si “stabilizza” nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale splenico del cane, un particolare meccanismo del sistema immunitario. Il batterio può resistere aggirando la risposta anticorpale e rendendosi “invisibile” agli anticorpi. L’unico segno riscontrabile in questa fase è una carenza piastrinica nel sangue (trombocitopenia). 

Fase cronica

La fase cronica può essere caratterizzata dagli stessi sintomi aspecifici della fase acuta. Questi possono evolvere in una forma più grave, che può condurre anche alla morte del cane.

Oltre ai sintomi aspecifici già citati, in questa fase possono comparire:

  • Manifestazioni emorragiche: (sangue dal naso, nelle urine e nelle feci, petecchie emorragiche);
  • Disturbi oculari: uveite, distacco di retina, opacità della cornea;
  • Tosse e dispnea (respirazione irregolare);
  • Manifestazioni neurologiche: paresi, convulsioni, difficoltà di movimento (atassia).

Zoppia da Ehrlichiosi

Quanto alla presenza di zoppia associata a Ehrlichiosi del cane, essa può scaturire da una poliartrite suppurativa che si sviluppa solo in seguito all’infezione da E. ewingii.

Come già precisato, questo ceppo è assente nel territorio italiano. La spiegazione più plausibile è che vi siano coinfezioni con altre malattie trasmesse da artropodi, come la Borreliosi o l’Anaplasmosi. 

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Diagnosi di Ehrlichiosi del cane

Il primo approccio diagnostico consiste nel valutare la probabilità che il cane sia stato morso da una zecca, in un periodo di tempo piuttosto variabile.

Nel contempo vengono valutati gli esami del sangue. La diagnosi certa richiede indagini più approfondite, come i test sierologici per l’Ehrlichiosi.

Test per l’ehrlichia del cane

Attraverso test sierologici, come l’immunofluorescenza diretta (IFA) o l’ELISA, è possibile rilevare l’infezione tra i 7 e i 28 giorni dalla sua comparsa. In fase acuta tuttavia il test potrebbe mostrare dei falsi negativi: per questo motivo si preferisce ripeterlo dopo circa 2-3 settimane.

Sono disponibili in commercio anche kit ELISA per la rilevazione di anticorpi anti-E. canis. Con la PCR invece è possibile identificare il DNA del patogeno. 

Esame emocromocitometrico 

Da un prelievo di sangue, in caso di Ehrlichiosi del cane si potranno evidenziare:

  • Trompocitopenia;
  • Anemia;
  • Conta leucocitaria fuori dai valori di riferimento.

Altre alterazioni comuni riguardano il profilo biochimico, con ipoalbuminemia, proteinuria, e aumento dell’attività della fosfatasi alcalina.

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Terapia dell’Ehrlichiosi del cane

Il trattamento dell’Ehrlichiosi del cane consiste nella somministrazione di antibiotici ad ampio spettro, come la doxiciclina, appartenente alla classe delle tetracicline.

La terapia è di 10 mg/Kg/al giorno somministrata per via orale per almeno 28 giorni. Nei casi meno complessi si notano miglioramenti già nelle prime 24-48 ore dalla prima somministrazione.

In caso di cronicizzazione, il cane potrebbe non rispondere in modo adeguato: in quel caso si potranno provare farmaci alternativi. 

Se il cane versa in condizioni di salute gravi a causa del patogeno, potrebbero essere necessarie terapie di supporto, come trasfusioni di sangue o somministrazione endovenosa di fluidi. 

Ancora una volta l'arma più potente è la prevenzione. Non si tratta solo della salute dei nostri animali, ma anche della nostra. Il cane rappresenta un potenziale serbatoio per questi agenti infettivi, trasportando zecche e altri possibili vettori negli ambienti domestici.

Prendersene cura nel modo giusto elimina questo rischio: non dimenticare mai l'antiparassitario al cane, tutto l'anno!