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Leishmaniosi canina e rischio di contagio per l’uomo

Cane in spiaggia con il suo padrone advice

Scopri tutto sulla leishmaniosi canina.

© Pixabay

Se il tuo amico a quattro zampe ha contratto la leishmaniosi canina quali sono i rischi di contagio per l'uomo? Cosa si deve fare? Ecco quali sono le precauzioni adatte per evitare contrarre la leishmaniosi umana.

Di Anna Paola Bellini

La leishmaniosi canina è una malattia infettiva e contagiosa causata da un protozoo (Leishmania infantum) veicolato dal flebotomo, un pappatacio che infesta zone geografiche umide e calde.

Si tratta di una zoonosi (malattia trasmissibile all’uomo) che è sempre più in espansione.

In questo articolo facciamo il punto su questa malattia spiegando di cosa si tratta, quali sono i suoi sintomi e come curarla, per poi soffermarci sul rischio di contagio per l’uomo. 

Che cos’è la leishmaniosi canina?

La leishmaniosi è una malattia che può colpire gli animali (cani e gatti, ma non solo) come l’uomo.

Si tratta di una malattia di cui è responsabile un parassita interno, che viene trasmesso dalla puntura di un pappatacio (felbotomo o phlebotomus papatasi) e che porta il cane infetto, a sviluppare tutta una serie di sintomi debilitanti che possono portare, se la malattia non viene trattata, al suo decesso nel giro di poco tempo. 

Il protozoo responsabile della malattia si chiama Leishmania Donovani Infantum (perché quando è stata scoperta colpiva soprattutto bambini) ed è responsabile della patologia che colpisce l’animale come di quella umana.

La Leishmania colpisce, attualmente, circa 12 milioni di persone in 98 paesi del mondo. 

Come si manifesta la leishmaniosi nel cane?

I sintomi della leishmaniosi canina possono variare da soggetto a soggetto, a seconda anche dell’età di Fido. Nella maggior parte dei casi, però, riscontriamo:

Sintomi cutanei della leishmaniosi

Un cane con leishmaniosi può avere sintomi anche a livello cutaneo, quali:

  • perdita di pelo circoscritta ad una zona specifica del corpo (intorno agli occhi, alle orecchie, al collo o alla coda);
  • cute squamosa e dal caratteristico aspetto molto sottile;
  • ipercheratosi;
  • ulcere cutanee (soprattutto intorno a naso e bocca).

Come curare la leishmaniosi canina?

Non esiste un vero e proprio trattamento per la leishmaniosi. Tuttavia, d’importanza fondamentale è un intervento tempestivo poiché, come abbiamo detto, questa patologia può risultare letale per il cane.

Se si sospetta il contagio è necessario recarsi immediatamente dal veterinario che lo sottoporrà ad esami del sangue e delle urine per accertarsi che la trasmissione sia avvenuta.

Farmaci per la leishmaniosi del cane

Il trattamento farmacologico della leishmaniosi ha il solo scopo di contenere gli effetti della malattia. Come detto, infatti, non esiste ancora una cura per questa malattia, ma grazie al mix di farmaci, come antimoniato di metil-glucamina (o miltefosina) - per quattro settimane - e allopurinolo - per sei mesi-, è possibile “limitare i danni” riducendo l’aggressività del morbo.

L'efficacia del trattamento dipende anche dalla risposta immunitaria del cane. A queste difficoltà bisogna aggiungere che ogni esemplare malato può sviluppare dei sintomi a sé e quindi la creazione di un medicinale che sia adatto ad ogni tipo di manifestazione di malattia è estremamente difficile.

Attenzione: si è soliti distinguere il cane esposto al parassita dal cane infetto, malato, con un quadro clinico grave o recidivante. A seconda dello stadio della malattia dell’animale il veterinario sceglierà se trattare o meno il parassita. 

Leishmaniosi canina e aspettative di vita

In caso delle forme più acute (molto rare) di malattia, l’animale colpito potrebbe decedere nel giro di qualche giorno.

Per quanto riguarda invece l’evoluzione della forma cronica, questa è piuttosto latente e può manifestarsi dopo un periodo di incubazione di qualche mese o addirittura qualche anno con l’aggravarsi improvviso dei sintomi.

Nell’80% dei casi la leishmaniosi è mortale per il cane. Gli esemplari che guariscono restano portatori del parassita.

Come prevenire la leishmaniosi?

Per ridurre al minimo la possibilità di contrarre la malattia per i nostri amici a quattro zampe è necessario proteggerli dalla puntura dell’insetto che veicola il parassita: il flebotomo.

Per far ciò bisogna armarsi di prodotti antiparassitari: spray, spot on, pipette, shampoo o collari.

Naturalmente saranno i medici veterinari a dare le indicazioni su quale sia il miglior antiparassitario e su quando bisogna applicarlo.

È possibile anche vaccinare il cane contro questa malattia. Da diversi anni, infatti, sono stati commercializzati dei vaccini per proteggere Fido dall’eventuale contagio.

Si consiglia di evitare di far dormire il cane all’aperto e di fare passeggiate molto lunghe nelle ore serali (specialmente in estate o, più in generale, da maggio a ottobre) poiché dopo il tramonto, durante le ore notturne, il rischio di puntura aumenta.

Infine, può essere utile applicare delle zanzariere alle finestre di casa e fare periodicamente uso di insetticidi. 

Leishmaniosi canina e contagio per l'uomo

Abbiamo visto fin ora come la malattia si manifesta nel cane, ma come avviene il contagio della leishmaniosi nell’uomo?

Non esiste, o meglio non è stata dimostrata scientificamente la possibilità di trasmissione diretta da cane a uomo della malattia.

Tuttavia nel caso (remoto) in cui il pappatacio portatore pungesse l’uomo potrebbe ammalarsi.

Per questo motivo si consiglia di mettere in atto delle norme igieniche e preventive nel caso in cui Fido sia infetto per evitare la puntura del pappatacio. 

La leishmaniosi nell’uomo può essere altrettanto grave. La forma cutanea può guarire abbastanza velocemente, mentre la forma viscerale può avere delle conseguenze gravi.

Sintomi della leishmaniosi nell’uomo 

Le prime manifestazioni di malattia nell’uomo sono sulla pelle. Il soggetto presenta, infatti, delle lesioni cutanee che con il trascorrere del tempo subiscono delle modificazioni: si comincia con delle escrescenze che si pian piano si ulcerano.

La maggior parte dei soggetti colpiti presenta inoltre un rigonfiamento dei linfonodi ascellari o limitrofi alla zona in cui si presentano le ulcere.

Possono manifestarsi anche dei sintomi viscerali come:

  • stati febbrili;
  • inappetenza;
  • dimagrimento;
  • gonfiore di fegato e milza.

Se si sospetta il morso di flebotomo rendersi immediatamente dal medico che metterà in atto il trattamento più adatto al caso specifico. 

Zone d’Italia a rischio leishmaniosi 

Fino ad alcuni anni fa il flebotomo era diffuso in tutta Italia, ma i casi di animali infetti erano limitati al meridione.

Ad oggi invece si registrano diffusioni della malattia praticamente in tutta Italia a causa dei cambiamenti climatici e dei sempre più diffusi spostamenti dell’uomo con il proprio cane. Attenzione, inoltre, alle zone umide e calde della pianura padana.