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Leishmaniosi canina e rischio di contagio per l’uomo

Cane in spiaggia con il suo padrone advice
© Pixabay

Se il tuo amico a quattro zampe ha contratto la leishmaniosi canina quali sono i rischi di contagio per l'uomo? Cosa si deve fare? Ecco quali sono le precauzioni adatte per evitare contrarre la leishmaniosi umana.

Di Anna Paola Bellini

La leishmaniosi canina è una malattia che può colpire il cane tramite la puntura del flebotomo, parassita presente nelle zone geografiche più calde ed umide. Abbiamo consacrato questo articolo all’analisi di questa malattia, trattando prima di tutto dei sintomi, le cause e la terapia da mettere in atto, per poi soffermarci sul rischio di contagio per l’uomo.  

Leishmaniosi del cane: cos’è? 

La leishmaniosi è una malattia che può colpire gli animali (cani e gatti, ma non solo) come l’uomo. Si tratta di una malattia di cui è responsabile un parassita interno che viene trasmesso tramite la puntura di un pappatacio (felbotomo o phlebotomus papatasi) e che porta il cane infetto, a sviluppare tutta una serie di sintomi debilitanti che possono portare, se la malattia non viene trattata, al suo decesso nel giro di poco tempo. 

Sintomi della leishmaniosi canina

I sintomi della leishmaniosi nel cane possono variare da soggetto a soggetto, a seconda anche dell’età di Fido. Nella maggior parte dei casi, però, si presenta un rigonfiamento della milza e dei linfonodi, anemia, problemi motori, vomito, diarrea, insufficienza renale, problemi cutanei come ulcere, perdita di pelo e cute screpolata. Il cane è letargico, risulta visibilmente provato e con un aspetto invecchiato. 

Leishmaniosi: cura della malattia

Non esiste un vero e proprio trattamento per la leishmaniosi. Tuttavia, d’importanza fondamentale è un intervento tempestivo poiché, come abbiamo detto, questa patologia può risultare letale per il cane. Se si sospetta il contagio è necessario recarsi immediatamente dal veterinario che lo sottoporrà ad esami del sangue e delle urine per accertarsi che la trasmissione sia avvenuta.

Il trattamento della leishmaniosi è farmacologico ed ha come scopo di contenere gli effetti della malattia. Come detto, infatti, non esiste ancora una cura per questa malattia, ma grazie al mix di farmaci come antimoniato di metil-glucamina e allopurinolo è possibile “limitare i danni” riducendo l’aggressività del morbo. L'efficacia del trattamento dipende anche dalla risposta immunitaria del cane. 

Siccome non può essere curata è bene mettere in atto tutta una serie di misure preventive per evitare la trasmissione della malattia.

Come prevenire la leishmaniosi?

Per ridurre al minimo la possibilità di contrarre la malattia per i nostri amici a quattro zampe è necessario proteggerli dalla puntura dell’insetto che veicola il parassita: il flebotomo. Per far ciò bisogna armarsi di prodotti antiparassitari: spray, pipette, shampoo o collari. Naturalmente saranno i medici veterinari a dare le indicazioni su quale sia il miglior antiparassitario e su quando bisogna applicarlo.

Esistono infatti delle zone endemiche più a rischio di diffusione in cui il clima è umido e caldo (ad esempio in alcune zone del nord Italia, come la pianura padana).  Inoltre si consiglia di evitare di far dormire il cane all’aperto e di fare passeggiate molto lunghe nelle ore serali (specialmente in estate o, più in generale, da maggio a ottobre) poiché dopo il tramonto il rischio di puntura aumenta. Infine, può essere utile applicare delle zanzariere alle finestre di casa e fare periodicamente uso di insetticidi. 

Leishmaniosi nell’uomo: come avviene il contagio

Abbiamo visto fin ora come la malattia si manifesta nel cane, ma come avviene il contagio della leishmaniosi nell’uomo? Non esiste, o meglio non è stata dimostrata scientificamente la possibilità di trasmissione diretta da cane a uomo della malattia. Tuttavia nel caso (remoto) in cui il pappatacio portatore pungesse l’uomo potrebbe ammalarsi.

La leishmaniosi nell’uomo può essere altrettanto grave. La forma cutanea può guarire abbastanza velocemente, mentre la forma viscerale può avere delle conseguenze gravi.

Sintomi della leishmaniosi nell’uomo 

Le prime manifestazioni di malattia nell’uomo sono cutanee. Il soggetto presenta infatti delle lesioni sulla pelle che con il trascorrere del tempo subiscono delle modificazioni: si comincia con delle escrescenze che si pian piano si ulcerano. La maggior parte dei soggetti colpiti presenta inoltre un rigonfiamento dei linfonodi ascellari o limitrofi alla zona in cui si presentano le ulcere.  Possono manifestarsi anche dei sintomi viscerali come stati febbrili, inappetenza, dimagrimento, gonfiore di fegato e milza. Se si sospetta il morso di flebotomo rendersi immediatamente dal medico che metterà in atto il trattamento più adatto al caso specifico. 

Zone d’Italia a rischio leishmaniosi 

Se fino a una decina di anni fa l’area geografica di diffusione della malattia era circoscritta al sud Italia, al giorno d’oggi non è più così. Fino ad alcuni anni fa il flebotomo era diffuso in tutta Italia, ma i casi di animali infetti erano limitati al meridione. Ad oggi invece si registrano casi praticamente in tutta Italia a causa dei cambiamenti climatici e dei sempre più diffusi spostamenti dell’uomo con il proprio cane.