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Intossicazione da acqua nel gatto: quando Micio alza troppo il gomito!

Gatto beve acqua advice

Cos'è l'intossicazione da acqua nel gatto?

© Pixabay

L’intossicazione da acqua nel gatto è un anormale comportamento etologico dettato dalle torride condizioni climatiche estive che portano il nostro felino ad assumere più acqua di quella di cui ha bisogno.

Di Giuseppe Terlizzi

Pubblicato il 23/06/20, 19:50

L’acqua è un elemento imprescindibile alla vita e rappresenta il più importante elemento nutritivo che può definire il benessere o il malessere di un animale.

Ma sapevate che in alcuni casi può verificarsi un'intossicazione da acqua nel gatto? Scopriamo di cosa si tratta.

H2O: la base della vita 

Si parla spesso dell’acqua come uno dei mattoncini essenziali a costruire uno stato di salute ottimale.

Nel gatto, come negli altri esseri viventi, questo elemento interviene in numerose funzioni organiche come:  

  • Dissolvere i soluti trasportati nell’organismo;
  • Catalizzare tutte le funzioni fisiologiche come la digestione enzimatica di proteine, grassi e carboidrati;
  • Termoregolazione del corpo;
  • Garantire forma fisica ed elasticità al corpo: un soggetto che non beve avrà una cute secca e poco mobile;
  • Lubrificare articolazioni, occhi, proteggere il sistema nervoso e consentire la respirazione attraverso l’espandimento degli alveoli;
  • Contenuto in acqua nell’organismo.

In percentuale l’acqua è il maggior componente del corpo animale, variando la sua percentuale dal 40% all’80% in relazione alla specie animale, condizione fisica ed età.

Per capire più a fondo basta prendere in considerazione la massa magra di un gatto adulto che presenta: 

  • 70/80% di acqua;
  • 20/25% di proteine.

Con l’avanzare dell’età dei gatti la richiesta di acqua per unità di peso corporeo proporzionalmente diminuisce poiché si riduce la quantità di cibo consumata e, di conseguenza, c’è meno perdita di fluidi con l’urinazione.

Inoltre gli animali adulti hanno una minore superficie corporea rispetto al proprio peso e questo si traduce in una minore perdita di liquidi attraverso la cute. 

Fabbisogno in acqua nel gatto 

I fabbisogni di acqua sono in relazione al mantenimento del bilancio idrico dell’organismo.

L’acqua viene dispersa con l’urinazione, la defecazione e l’evaporazione, mentre viene ripristinata con l’acqua prodotta con il metabolismo dei nutrienti e quella ingerita con cibo e acqua di bevanda.

Per il gatto il consumo giornaliero di acqua è di circa 50 millilitri per ogni kg di peso corporeo a regime alimentare secco (dato generico da contestualizzare).

Per i non avvezzi alla matematica questo si traduce in circa 2 bicchieri di acqua al giorno per un gatto di 5/6 kg.

Molto importante relazionare la quantità di acqua di bevanda con la tipologia di alimentazione somministrata al nostro felino domestico: se assume solo cibo secco (crocchette) il quantitativo di acqua da bere sarà maggiore rispetto a quello assunto in caso di alimentazione umida (scatolette).  

Il mio gatto beve troppo?

Lo straordinario fascino degli animali dipende da numerosi fattori: uno tra i tanti è il loro istinto di adattamento alle condizioni che li circondano.

A parte eccezioni su base patologica il gatto è un animale estremamente duttile e parsimonioso nei consumi: beve e mangia in misura dell’energia che impiega.

In relazione al consumo d’acqua un incremento può essere dovuto, logicamente, alle condizioni climatiche: il caldo.

Per saperne di più: Perchè il mio gatto beve molto?

Da non trascurare i cibi che assume, a volte anche un bocconcino di carne dato per premio (e che a noi risulta moderatamente sapido) per il gatto può essere estremamente salato provocando degli abnormi consumi di acqua.

Importante valutare l’incremento dei consumi di acqua con l’assunzione di medicinali: alcune classi di farmaci stimolano il centro della sete determinando anomali attacchi di sete.  

Sintomi clinici dell’intossicazione da acqua 

Il gatto ha spesso comportamenti criptici che possono indurci in errore: ma facendo attenzione si può capire la causa di malessere.

Assumendo troppa acqua il nostro gatto può mostrare sintomi caratteristici ma allo stesso tempo generici come: 

Questi sono dei veri e propri campanelli di allarme che possono darci importanti informazioni sulla causa che provoca un aumento significativo del consumo di acqua. 

Patologie e sete: un binomio spesso trascurato 

Il nostro gatto beve troppo ma non fa caldo, non assume farmaci e non ha avuto cambi di alimentazione: è soltanto un ingordo?

Assolutamente no, le cause possono essere più complesse ma non per questo irrisolvibili. Alcune malattie stimolano la sete nel gatto in modo repentino e occasionale.  

Se si ha un sospetto di malattia è bene rivolgersi immediatamente al veterinario che, ragionevolmente, punterà a risolvere la causa primaria della sete ristabilendo lo stato di salute del nostro gatto.  

Polidipsia e poliuria: il gatto beve e urina di più 

La polidipsia è la condizione patologica per cui il gatto, a partire da diverse cause, beve di più.

Conseguenza fisiologica è la poliuria, un aumento della quantità di urina prodotta giornalmente.

Monitorare il consumo di acqua non è semplice, soprattutto per un animale, quale il gatto, che ha spesso uno stile di vita solitario ed autogestito.

Può essere però semplice notare un aumento dei ritmi di minzione attraverso l’imbrattamento anomalo della lettiera. Ma quindi bere di più e urinare di più fa male, perché? 

Il bisogno di bere e la necessità di urinare: una questione fisiologica 

L’acqua veicola al suo interno delle sostanze che, disciolte, arrivano nella parte funzionale del rene, il nefrone.

All’interno del nefrone ci sono dei tubuli, dove avviene lo scambio tra acqua e sostanze.

Le particelle di scarto, vanno nell’urina con una piccola quantità di acqua, la restante viene riassorbita.

Come al solito è un ormone che ha il ruolo fondamentale nella conservazione dell’acqua: l’ormone antidiuretico (ADH) o vasopressina.  

Bere è una questione di testa 

L’ADH è un ormone secreto dall’ipofisi (una ghiandola posta alla base del cervello) che viene rilasciato grazie a stimoli di diverso genere: 

  • la osmolalità plasmatica (densità del sangue); 
  • la pressione sanguigna;
  • lo stress generato dalla paura;
  • la somministrazione di farmaci preanestetici e anestetici;
  • il freddo.

Sono tutte situazioni che stimolano la secrezione maggiore o minore di vasopressiona e che quindi infuenzano la quantità di urina prodotta.

A livello dell’ipotalamo (un’altra regione del cervello) esistono poi dei recettori per la sete. L’atto del bere, estingue la sete e blocca la produzione di vasopressina. 

Gli squilibri elettrolitici 

Come più volte ripetuto l’acqua ha numerosi elementi essenziali alla vita che, una volta utilizzati e filtrati a livello renale, vengono espulsi nella forma di scarti: l’urina.

Un aumento dell’assunzione dell’acqua porta però ad un inceppamento del meccanismo: il nefrone renale inizierà a funzionare in maniera anomala.

Questo porta alla mancata assunzione dei minerali come sodio, calcio e potassio (o addirittura il glucosio nel diabete mellito) che verranno escreti nelle urine.

Questo porterà a gravi conseguenze sulla salute del nostro gatto che si aggraverà nel giro di pochi giorni con ripercussioni di natura sistemica.  

Il gatto è un animale dall’indiscusso fascino e dalle mille risorse (alcuni dicono abbia sette vite), ma a volte si perde in un bicchiere d’acqua!