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I 10 comportamenti da evitare con il tuo gatto!

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Ecco i 10 comportamenti da non fare con il micio di casa.

© Shutterstock

Ci sono azioni che quasi tutti abbiamo l’abitudine di fare con il nostro gatto ma che non sono particolarmente consigliate dagli specialisti. Vediamo quindi quali sono i 10 comportamenti da evitare di fare con il felino di casa.

Di Ilenia Colombo

Divertente, imprevedibile, sorprendente, affascinante o addirittura inquietante! Il comportamento dei gatti non ci lascia indifferenti ma a volte è complesso da decifrare.

Nel suo libro Gatti: tutto ciò che cercano di dirci, la dottoressa francese Laetitia Barlerin ci svela tutti i segreti per una vita sempre più entusiasmante al fianco dell’amato gatto.

Ecco qui le 10 azioni da NON fare con il tuo micio.

Dargli da bere il latte

Le maggior parte dei gatti hanno problemi di digestione del latte vaccino o meglio del lattosio (lo zucchero del latte).

Una questione di lattasi, l'enzima che permette di digerire il lattosio: allo svezzamento, quando il gattino passa da una dieta a base di latte a una dieta solida, il livello di lattasi scende nel tratto digestivo.

A questo punto il latte viene digerito male fermentando nell'intestino e provocando gonfiore e diarrea. Quindi meglio evitare.

Esiste una tipologia di latte adatto ai gatti?

Se si desidera somministrare del latte al proprio gatto, è meglio dargli un latte specifico per gatti che si trova in commercio e che è a basso contenuto di lattosio, ma ad alto contenuto calorico. In nessun caso, il latte può sostituire l'acqua.

Dare al tuo gatto solo 2 pasti al giorno

Il gatto è un grande amante degli spuntini e ha bisogno di circa quindici mini-pasti al giorno.

In natura, il gatto caccia piccole prede e deve cacciare tra le 10 e le 15 volte al giorno per soddisfare le sue esigenze nutrizionali. Dargli solo un pasto mattina e sera lo spinge a cacciare o a andare a far visita ai vicini con la speranza di trovare del cibo.

E se non esce di casa, la frustrazione alimentare associata all'incapacità di cacciare lo renderà ansioso e aggressivo.

Pensare che non ha bisogno di granché per vivere

Il gatto soffre della cattiva reputazione di animale indipendente e opportunista. Indipendente non significa asociale, altrimenti non sarebbe stato addomesticato.

"Opportunista" lo è quando caccia ciò che si presenta, ma ciò non significa che sia solo interessato al vitto e all'alloggio offerto da noi umani! Ha bisogno di interazione sociale e presenza umana, altrimenti diventerà molto triste... o troverà un'altra casa!

Punirlo

La punizione fisica o morale è ancora più dannosa in una specie sensibile come il gatto che nel cane.

Nella migliore delle ipotesi, il gatto associa l'esperienza spiacevole della punizione non al suo gesto sbagliato, ma a te soltanto, il che lo spinge a stare in allerta in tua presenza e ad evitarti.

Nel peggiore dei casi, invece, il felino rimane traumatizzato diventando ansioso e aggressivo.

Non farlo vaccinare se non esce

Anche quando il gatto è al sicuro in casa, non è immune da alcune malattie contagiose. Come il tifo, il cui virus, molto resistente, può essere trasmesso indirettamente dal cane di casa o da te.

Per questo, è utile far vaccinare il proprio gatto per proteggerlo da eventuali malattie.

Il gatto può anche portarsi dentro, fin dall'infanzia, i microbi che "si svegliano" durante una diminuzione delle difese immunitarie: è il caso della rinotracheite virale felina.

Infine, potrebbe capitare che il micio venga a stretto contatto con altri gatti, ad esempio durante le vacanze o un soggiorno in pensione...

Per un gatto da appartamento, il protocollo di vaccinazione è generalmente alleggerito con un richiamo solo ogni tre anni.

Pensare che deve riprodursi almeno una volta nella  vita

I gatti non soffrono del fatto di non avere prole: il maschio non alleva mai i suoi cuccioli e la femmina non sa cosa significa averne se non dopo la sua prima cucciolata.

La riproduzione non è né utile né necessaria per la salute fisica o morale del felino. Un'idea così ancorata promuove la proliferazione dei gatti, l'abbandono dei cuccioli, la saturazione dei rifugi e il ricorso all'eutanasia.

Lasciare che il tuo gatto esca di notte

Il gatto è un cacciatore notturno e istintivamente chiede di uscire la sera, un momento favorevole per stanare i piccoli roditori.

È anche di notte che i Don Giovanni felini sono più attivi e perlustrano le zone in cerca di partner, o combattono tra di loro per averne una.

Purtroppo la notte è anche un momento della giornata in cui si verificano gli incidenti stradali più mortali. Le auto guidano più velocemente e distinguono gli imprudenti felini nel buio soltanto all'ultimo momento, quando ormai è spesso troppo tardi... Tenere Micio a casa ti farà stare più tranquillo.

Non organizzare l'ambiente di casa in più dimensioni

Il gatto è un animale che ha un bisogno viscerale di salire.

Amante delle altezze e delle arrampicate sugli alberi, al gatto piace stare in alto per sentirsi al sicuro e per osservare l'ambiente circostante senza temere nulla.

Quando vive in un ambiente chiuso (appartamento), è essenziale costruire per lui dei rifugi in alto, che consentono di aumentare il suo spazio vitale. Un grande tiragraffi, delle mensole, dei mobili alti...

Mostragli le tue abilità da decoratore d'interni!

Imporre il contatto fisico

Al gatto piace tutto tranne il vincolo. È un predatore ma, ricorda, anche una preda in natura. Questo doppio status spiega perché si sente facilmente intrappolato.

Pertanto, pochi gatti amano essere presi tra le braccia per delle coccole forzate: lottano e graffiano per liberarsi e scappare! Quante volte ci è capitato!

La regola è lasciare che sia lui a venirti incontro e non viceversa.

Puoi incoraggiarlo chiamandolo teneramente. Un gatto troppo sollecitato diventa teso in presenza di umani e alla fine fugge da loro.

Non educarlo

Si parla molto sull'educazione del cane, ma molto meno di quella del gatto. Tuttavia, dobbiamo continuare l'educazione avviata dalla madre del felino e insegnargli alcune regole per una convivenza armoniosa.

La prima cosa da insegnargli è controllare se stesso, i suoi morsi e i suoi artigli. Bisogna insegnargli a non “prendersela” con il divano, né con i cavi elettrici o con le piante e a non mordere, in generale!

Sarà importante anche abituare il suo palato a cibi con varie consistenze e sapori, oltre ad insegnargli ad essere un gatto socievole e non selvaggio mettendolo in contatto precoce con altre persone e amici animali.

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