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Sintomi e cure della pancreatite nel gatto

pancreatite nel gatto

Scopriamo insieme tutto quello che c'è da sapere sulla pancreatite nel gatto.

© Zhuravlev Andrey / Shutterstock

La pancreatite nel gatto è una malattia che può rivelarsi fatale. Scopriamo tutto quello che c'è da sapere su sintomi e cure.

Di Anna Paola Bellini

Pubblicato il

La pancreatite nel gatto è una malattia caratterizzata da un'infiammazione acuta o cronica del pancreas.

Dopo aver descritto i principali sintomi clinici di questa condizione, questo articolo ne presenterà i diversi trattamenti.

Che cos’è la pancreatite del gatto?

La pancreatite nei gatti è un'infiammazione del pancreas che può essere acuta o cronica (quest’ultima è due volte più frequente).

Il pancreas è una ghiandola digestiva attaccata alla parte iniziale dell'intestino tenue (il duodeno), vicino allo stomaco e al fegato.

La sua funzione è di provvedere alla secrezione esterna di succo pancreatico contenente enzimi digestivi specifici, come l'amilasi, che consentono la digestione degli alimenti, e alla secrezione interna di due ormoni, l'insulina e il glucagone, coinvolti nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue.

Malattia sempre grave, ma non sempre facile da diagnosticare a causa dei diversi segni clinici, la pancreatite del gatto richiede un trattamento veterinario tempestivo.

La pancreatite acuta nel gatto

La pancreatite acuta è un’infiammazione che insorge all’improvviso che colpisce il pancreas e i tessuti circostanti, con conseguente sindrome addominale acuta.

I suoi sintomi clinici sono spesso violenti, bruschi e relativamente facili da identificare.

Il più delle volte provoca una diminuzione dell'appetito o addirittura un'anoressia totale, il cui rischio principale è la lipidosi epatica (un afflusso di grassi nel fegato che quest'ultimo non è in grado di gestire), che molto spesso è fatale.

La pancreatite cronica

Meno forte di quella acuta, la pancreatite cronica è un'infiammazione moderata, ma persistente del pancreas.

I suoi sintomi non sono molto specifici e possono evolvere in un periodo di tempo molto lungo in una fibrosi irreversibile del tessuto pancreatico.

La pancreatite cronica (come pure quella acuta) può essere complicata dal coinvolgimento di diversi organi come il fegato, i reni e la cistifellea, per i quali saranno necessari trattamenti di supporto.

La pancreatite acuta o cronica è spesso associata a un'insufficienza pancreatica che spesso favorisce lo sviluppo del diabete mellito.

Diagnosi della pancreatite felina

La diagnosi di pancreatite nei gatti non è sempre facile a causa dei sintomi poco specifici e talvolta anche molto discreti o assenti della pancreatite cronica.

Il veterinario potrebbe dover eseguire diversi esami supplementari a seconda dell’esemplare per confermare la diagnosi di pancreatite come il profilo lipidico, l’emocromo, ecografia, ecc.

La pancreatite può colpire tutti i gatti, indipendentemente dall'età, dal sesso e dalla razza.

Tuttavia, esiste una particolare predisposizione nei gatti Siamesi, che sembrano essere i più inclini a questo tipo di malattia.

I gatti di casa con attività fisica limitata e quelli in sovrappeso o obesi sono i più colpiti. Si stima che circa l'80% degli animali affetti da pancreatite trascorra più del 90% del tempo in casa.

Pancreatite nel gatto: sintomi

Che sia acuta o cronica, la pancreatite nei gatti è spesso difficile da diagnosticare perché i sintomi possono essere diversi, aspecifici e comuni a molte malattie:

Cause della pancreatite nel gatto

Molto spesso, la causa precisa della pancreatite del gatto non viene determinata: si parla allora di "idiopatica" (90% dei casi).

Tra le cause identificabili, possiamo citare:

  • Farmaci tossici per il gatto: alcuni antiparassitari destinati ai cani contenenti permetrina, alcuni insetticidi organofosfati (come i lumachicidi), antibiotici e antitumorali, ecc.
  • Agenti infettivi: infezioni virali o batteriche (FIP, Herpes Virus, Calcivirus...), toxoplasmosi.
  • Shock o traumi (incidente, caduta...).
  • Malfunzionamento del sistema immunitario (Felv, Fiv...)
  • Insufficienza epatica, renale, digestiva, biliare...
  • Anomalia metabolica: ipertiroidismo, ipercalcemia, diabete.
  • Tumore del pancreas.

Trattamento e cibo per la pancreatite nel gatto

La dieta va cambiata solo dal veterinario!© Veera / Shutterstock

Se il gatto ha la pancreatite bisogna prima di tutto mettere in atto un trattamento sintomatico per alleviare il dolore con analgesici, prevenire il vomito, trattare la diarrea, correggere la disidratazione con infusioni, trattare l'infiammazione, ecc.

Bisognerà somministrare antibiotici ad ampio spettro e ben diffusi per le infezioni batteriche.

Inoltre, a seconda della situazione sarà necessaria un’integrazione enzimatica.

Il trattamento farmacologico della pancreatite nei gatti può essere integrato da una dieta specifica altamente digeribile o a basso contenuto di grassi, distribuita sotto forma di piccoli pasti suddivisi.

Prognosi della pancreatite nel gatto

La prognosi e le possibilità di guarigione di un gatto affetto da pancreatite dipendono dal grado di compromissione delle condizioni generali del gatto e dei vari organi (reni, fegato, ecc.) e dalla risposta al trattamento somministrato.

La pancreatite nel gatto è tradizionalmente complicata da diabete mellito, insufficienza pancreatica esocrina o ostruzione del dotto biliare.

La principale complicazione della pancreatite acuta nei gatti è la lipidosi epatica, che causa la morte nell'80% dei casi.

Durata del trattamento

La durata del trattamento della pancreatite nel gatto varia a seconda delle condizioni generali dell'animale e del danno d'organo associato.

Quando la pancreatite è cronica e il danno all'organo è irreversibile, il trattamento può essere molto lungo e talvolta "a vita”.

Controlli regolari con il veterinario (consultazioni generali, esami del sangue ed esami biochimici specifici, ecc.) determineranno la durata del trattamento necessario per dare sollievo all'animale e mantenere il corretto funzionamento dei vari organi eventualmente alterati.

Se hai qualsiasi dubbio o domanda contatta il tuo veterinario e soprattutto evita il fai da te!

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