Pubblicità

Trattamenti e consigli per curare l'ansia sociale nel gatto

gatto impaurito che soffia

Come riconoscere l'ansia sociale nel gatto?

© greghristov / Pixabay

L'ansia sociale nel gatto può avere diverse cause alla base. Scopriamo come correggere i disturbi comportamentali del gatto, come lo stress e la paura. 

Di Flavia Chianese

Pubblicato il

I nostri animali domestici non smettono mai di stupirci. I gatti sono ben noti per i loro comportamenti strani e bizzarri e li amiamo anche e soprattutto per quello.

Ma noi padroni siamo in grado di distinguere questi atteggiamenti dai disturbi comportamentali, come l'ansia sociale nel gatto? Ecco di cosa si tratta e come fare per tranquillizzare il gatto. 

Ansia sociale nel gatto 

L’ansia sociale nel gatto è un comportamento che può avere origine da diverse situazioni e concause.

Un trauma pregresso nei confronti dell’essere umano, l’essere cresciuto allo stato selvatico, un ambiente domestico stressante o privo di stimoli, l’arrivo improvviso di un nuovo animale: sono tutte ipotesi plausibili in grado di causare stress e ansia sociale nel nostro felino.

È importante prevenire ed ancor più affrontare queste condizioni patologiche il prima possibile, poiché: 

  • Nei gatti giovani, così come nei cani, correggere un comportamento sbagliato è molto più facile: tale capacità va via via riducendosi all’aumentare dell’età del nostro animale.
  • Una condizione stressogena che si ripete per un lungo arco di tempo condurrà l’animale ad uno stress cronico (conosciuto anche come distress), che può avere pericolose ripercussioni sulla salute del gatto.

Cosa fare per ridurre l’ansia nel gatto?

In generale le patologie comportamentali del gatto sono su base ansiosa, o comportano lo sviluppo di ansia nel soggetto.

Perciò, le moderne vedute terapeutiche attuate mediante modificazione comportamentale, così come le moderne tecniche di educazione, tendono ad escludere comportamenti di tipo punitivo, che generalmente hanno il risultato di aumentare lo stato ansioso, generando un circuito perverso che può anche esacerbare il comportamento patologico o determinare l’insorgenza di nuove patologie comportamentali (e non solo).

Un aspetto che molto spesso si trascura è legato allo stato d'ansia del proprietario, che può essere somatizzato dal nostro animale al punto da influenzare il suo stesso umore e la sua tranquillità.

Terapia dei disturbi comportamentali del gatto

La terapia dei disturbi e delle patologie comportamentali del gatto deve essere incentrata su:

  • rimozione delle cause che hanno portato all’instaurarsi del problema,
  • trattamento diretto alla modificazione del comportamento, agendo per mezzo delle capacità di apprendimento dell’animale.

In molti casi il trattamento comportamentale può e deve essere affiancato soprattutto nelle fasi iniziali, da un trattamento farmacologico che renda l’animale recettivo e disponibile alla modificazione comportamentale. 

Farmaci psicotropi o tranquillanti

Tuttavia va considerato che i farmaci psicotropi o calmanti possono avere effetti avversi e vanno utilizzati solo ed esclusivamente su prescrizione del medico veterinario, poiché non sono esenti da problemi di varia natura, quali:

  • errata somministrazione (dosaggio scorretto)
  • assuefazione e dipendenza
  • costo del trattamento, che può risultare a lungo andare oneroso per il padrone
  • controindicazioni

I più comuni trattamenti comportamentali del gatto (e del cane)

In caso di ansia sociale del gatto, le tecniche etologiche più utilizzate per correggere un comportamento scorretto del gatto sono:

Abituazione

Apprendimento non associativo, che si riferisce alla cessazione o riduzione di una risposta da parte del gatto attraverso ripetute esposizioni ad uno stimolo crescente.

Esempio: se il vostro Micio soffre di ansia da separazione, un esercizio di abituazione consiste nel ripetere dei gesti che il gatto associa al vostro allontanamento da casa (come aprire la porta o mettere il cappotto). Cerchiamo di ripetere questi gesti circa 20 volte durante l’arco della giornata, senza mai uscire realmente. Questo è un esempio di tecnica di abituazione.

Desensibilizzazione

Riduzione della risposta che deriva dall’esposizione graduale del gatto allo stimolo in grado di scatenarla. Consiste quindi nell’introdurre gradualmente l’elemento di paura\stress. Questa tecnica si applica quando Micio prova una paura ingiustificata (che non deriva da un’interazione traumatica) verso qualcuno o qualcosa.

Esempio: quando introduciamo gradualmente un nuovo pet al nostro gatto, potrebbe essere spaventato dalla novità e dalla sua presenza, ma con le giuste tecniche, tempo e pazienza (e l’uso del rinforzo positivo) imparerà ad accettarlo. 

Controcondizionamento

Sostituzione di una risposta già acquisita dall’animale a un determinato stimolo con una risposta diversa e incompatibile con la prima. A differenza della desensibilizzazione, il gatto proverà una paura giustificata da un trauma o un evento negativo connesso a qualcuno\qualcosa. In questo caso bisogna ricreare una situazione di distensione, con dei bocconcini ad esempio, somministrati tatticamente al comparire dell'”insulto”

Esempio: portiamo un amico a casa che Micio non conosce, ed appena entrato gli pesta forte la coda (ovviamente per sbaglio). In questo caso il gatto potrebbe associare quella persona ad un'esperienza negativa, rifuggendo da lei.

Diversi tipi di ansia sociale nel gatto

Vediamo ora i più comuni tipi di ansia sociale nel gatto e come affrontarli utilizzando le tecniche sopra descritte.

Aggressività verso le persone correlata alla paura 

In questi casi l’ansia sociale del gatto è dovuta alla sua paura nei confronti dell’uomo, che viene percepito come una minaccia. Le manifestazioni sono tipicamente:

  • vocalizzi;
  • inarcamento del dorso;
  • pelo arruffato;
  • allontanamento.

In questi casi le tecniche efficaci sono il controcondizionamento e la desensibilizzazione, unitamente alla possibilità di utilizzare farmaci tranquillanti (sempre tassativamente sotto consulto veterinario).

Anche i feromoni possono essere utili nell’attenuare il comportamento aggressivo da paura. 

Aggressività verso i gatti della stessa casa 

Se l’ansia sociale riguarda l’ansia verso altri animali, come ad esempio un altro gatto, la maggior parte delle volte la causa è la paura, ma esistono anche altri possibili motivi per i quali Micio soffre la convivenza, come la competizione per le risorse e il territorio, il comportamento predatorio, ma anche il gioco.

In questi casi si suggerisce la castrazione (se maschi), l’arricchimento ambientale e la ripartizione degli spazi: durante il periodo di adattamento i gatti devono poter mantenere una certa distanza tra loro, anche visiva. 

Ansia da separazione 

L’ansia da separazione è un disturbo comportamentale tipico del cane, ma negli ultimi anni si sta ipotizzando che anche i felini possano manifestarlo. 

La caratteristica principale è che il comportamento si manifesta solo in assenza del padrone (o alla percezione del suo allontanamento). Le cause possono essere molte e diverse: 

  • lunghi periodi di separazione dal proprietario
  • cambio di casa
  • esperienze traumatiche in gattile 
  • traumi nelle prime settimane di vita 

In questi casi è importante ristabilire una corretta routine, utilizzando le tre tecniche comportamentali descritte, talvolta unite a farmaci.

Molto utile per la diagnosi corretta sono le videoregistrazioni di ciò che l’animale fa in assenza del proprietario (es. vocalizzi, atteggiamento distruttivo, bisogni fuori dalla lettiera)

Non bisogna dimenticare che ogni gatto ha un suo vissuto unico e una sua personalità, senza dimenticare che spesso inconsapevolmente incoraggiamo noi stessi degli atteggiamenti sbagliati. Rivolgetevi ad un veterinario esperto nei disturbi del comportamento del gatto per farvi prescrivere la terapia più adeguata al vostro caso!

Lascia un commento
0 commenti
Conferma della rimozione

Sei sicuro di voler cancellare il commento?

Collegati per commentare