Cane che abbaia: cosa dice la legge in proposito

L'abbaiare del cane dà fastidio
Il cane che abbaia e dà fastidio ai vicini può costituire un bel problema per il proprietario. ©pixabay

Il cane che abbaia e i vicini di casa si lamentano: questa è una delle diatribe più comuni tra condomini, ma, paradossalmente, non una delle più facili da risolvere.

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Non ci si può portare il cane al lavoro, in molti locali pubblici gli animali non sono ammessi. Non si può limitare fisicamente un cane che abbaia magari mettendogli una museruola tutto il giorno. La soluzione, quindi, pare essere abbastanza complicata.

I cani possono abbaiare? La sentenza

La legge si è pronunciata su questo tipo di vicende, ma purtroppo non in modo chiaro e ben definito. L’articolo 659 del Codice Penale dice che «Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € 309».

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Come si esprime il Codice Civile

Teniamo ora presente anche la norma 844, del Codice Civile, che ingarbuglia ancora di più la situazione: «Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi (890, Cod. Pen. 674)». Qui entra in gioco un altro criterio, ovvero quello della “normale tollerabilità”, che però non è espressa in modo misurabile, per esempio in decibel, ma a partire dalla sensibilità di ognuno: capite quindi quanto questo criterio sia un po’ effimero, perché un rumore che dà fastidio a una persona può non essere nemmeno percepito da un’altra, e viceversa.

Come può agire un giudice

La normale tollerabilità fornisce quindi al giudice – che potrà chiedere in fase di giudizio una consulenza tecnica o testimonianze di terzi – un margine di manovra, e la possibilità di valutare caso per caso l’effettivo disturbo arrecato alla quiete pubblica (e ci si rifà al codice penale: si può depositare la denuncia e il proprietario dell’animale rischia – con le opportune verifiche del caso – un’ammenda. Se però l’episodio si presenta più volte in futuro, per via delle abitudini del padrone, ci potrebbero essere gli estremi per richiedere il sequestro dell’animale, come era successo per Miro, il cane che abbaiava troppo secondo i vicini che lo hanno fatto sequestrare), o a poche persone, magari chi abita negli appartamenti confinanti (ci si appoggia al codice civile: i condomini possono fare un ricorso in tribunale e chiedere che vengano adottate tutte le misure possibili per far smettere il cane che abbaia senza sosta, arrivando a chiedere danni).

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Oltre al numero di persone disturbate, il giudice nelle sue valutazioni dovrà tenere anche presente la condizione dei luoghi dove avvengono i latrati del cane: va da sé che una zona trafficata della città ha già dei rumori di fondo piuttosto importanti, mentre un casolare isolato in campagna vive già un altro tipo di situazione che il giudice dovrà prendere in considerazione di volta in volta.

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