Cani e gatti non vanno mangiati: 100 star si ribellano

cani mangiati in Indonesia
Ogni anno migliaia di cani sono macellati in Indonesia. Ora un gruppo di star vogliono fermare questa crudele abitudine ©pixabay

Sono cento le star star internazionali che hanno chiesto l’immediato divieto alla commercializzazione e al consumo di carne di cane in Indonesia, firmando un appello rivolto al presidente Joko Widodo.

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Tantissimi i nomi importanti di chi ha aderito a questo importante appello, presentato dall’associazione Dog Meat Free Indonesia, da Tea Leoni a Liz Hurley, da Owen Wilson a Judi Dench, passando per Cameron Diaz, Naomi Watts, David Duchovny, Ricky Martin, Brian May dei Queen, Moby e molti altri. Tra loro anche un italiano, l’ex calciatore (oggi allenatore) Gianfranco Zola. Tutti uniti per un unico importante obiettivo, che, se raggiunto, risparmierebbe atroci sofferenze a milioni di quattro zampe.

Una crudeltà inaudita

I cani destinati alla macellazione sono infatti sottratti ai loro padroni, cacciati, braccati per strada, commercializzati illegalmente tramite mercato nero, bastonati, imbavagliati e imprigionati in gabbie minuscole, impossibilitati a compiere il benché minimo movimento. Fino al giorno della macellazione, in cui vengono sgozzati, spellati, bolliti, spesso ancora vivi, e finiti in modi barbari, magari con una fiamma ossidrica.

Le ragioni dell’appello

Il consumo di carne di cane andrebbe abolito non solo per ragioni etiche ed affettive, perché i cani sono animali domestici e di compagnia e non da macello, ma soprattutto per ragioni igieniche che riguardano la salute pubblica. I macelli nei quali vengono uccisi gli animali sono improvvisati, sprovvisti delle più basilari norme igieniche e sanitarie, dove proliferano infezioni, malattie e contaminazioni. Persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato il fatto che consumare carne di cane rischia di mettere a serio repentaglio anche la salute umana, perché possono essere trasmesse patologie molto pericolose: molti animali destinati al consumo, per esempio, non sono nemmeno mai stati vaccinati contro la rabbia.

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In ballo c’è l’intera reputazione dell’Indonesia

L’appello contro il consumo di carne di cane non va molto per il sottile: nel documento, infatti, viene sottolineato come in gioco ci sia non solo un’abitudine crudele da voler estirpare, ma qualcosa di molto più importante: l’intera reputazione del Paese. Nella sottoscrizione si legge infatti che «la reputazione internazionale dell’Indonesia continuerà ad essere compromessa fino a che questa oscena crudeltà sarà permessa, quel tipo di crudeltà che è al tempo stesso illegale e considerata inaccettabile dalla maggior parte della comunità globale».

Altri Paesi si sono già espressi

Altri Paesi della stessa area hanno già perfettamente compreso la portata del problema e si sono adeguati, anche per ragioni economiche: non si esclude che una fetta di turisti scelgano di evitare uno Stato proprio per le sue abitudini barbare nei confronti degli animali. «Vorremmo che anche l’Indonesia si unisse ad Hong Kong, Taiwan, Tailandia, Filipine e altri che hanno già introdotto legislazioni contro il commercio di carne di cane e gatto», c’è scritto nel documento,  «questa decisione sarebbe festeggiata ovunque e accolta con favore da milioni di turisti che ogni anno scelgono l’Indonesia come meta». A buon intenditor poche parole: ora si attende, si spera, una risposta ufficiale e positiva delle Autorità di Giakarta.

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Gli animali mi sono sempre stati un po' indifferenti finché un ex fidanzato non mi ha costretto a una convivenza con la sua "boxerina" di 40 kg. Mi sono ripresa dal trauma e, oggi, sono io a fermare tutti i cani per strada per una carezza, sperando nella pazienza dei loro proprietari...