Gobi, un piccolo cane con un grande cuore

“Gobi, un piccolo cane con un grande cuore” è il libro scritto dal maratoneta Dion Leonard per raccontare dell’incontro nel deserto con una meticcia che gli ha cambiato la vita.

“Gobi, un piccolo cane con un grande cuore” è una storia di fatica e di passione che lega l’ultra maratoneta Dion Leonard a una meticcia incontrata, nel deserto, per caso. Una vicenda, questa, che sembra una favola (con tanto di lieto fine) sulla quale l’atleta 43enne di origine australiana – ma ormai di casa in quel di Edimburgo – ha scritto un libro commovente, edito da HarperCollins, che sta spopolando proprio in questi giorni. Ecco i fatti.

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Dion Leonard e il primo incontro con Gobi

Dion non è mai stato un atleta ma, ammette, ha sempre adorato la competizione. Una competizione che, racconta ancora, per molto tempo si è limitato a guardare in tv «lasciando l’impronta del mio corpo sul divano, arrivando a pesare 108 chili e fumando di nascosto». Poi ecco la prima svolta arrivata per caso con un amico che, grazie a una scommessa, l’ha convinto a partecipare alla sua prima mezza maratona. Il risultato è sorprendente, il tempo è buono e Dion decide di continuare. Ma di continuare per vincere. Allora iniziano gli allenamenti, massacranti, per partecipare alle gare di corsa più estreme come la Marathon des sables nel Sahara e la 4Desert Race, una cinque giorni estrema nel deserto del Gobi. Qui ecco la seconda svolta.«Vidi il cane al mio risveglio – racconta Leonard nel libro -. Era alto una trentina di centimetri, aveva il pelo color sabbia e due grandi occhi scuri, un paio di baffi buffissimi e una specie di barbetta». Al di là dell’interesse per questo incontro inatteso, però, non c’è altro: Dion Leonard partecipa per vincere e si rimette in strada senza nemmeno dare un boccone di cibo al suo inatteso visitatore. Visitatore che, però, non si arrende e inizia a seguirlo. Lo segue per le montagne del Tian Shan, arriva al campo con lui e Dion non può fare a meno di sdebitarsi per la compagnia e il sostegno dividendo la cena con il collega a quattro zampe. Questo è l’inizio. L’indomani la cagnolina corre ancora con lui e diventa un’alleata. «La cagnolina era al mio fianco. Era sufficiente la sua presenza a infondermi la forza».

Gobi, un piccolo cane con un grande cuore da lieto fine

La randagia diventa Gobi, la gara passa in secondo piano, Dion decide di portare la bestiolina con lui in Scozia. Ma le difficoltà sono appena iniziate. L’atleta affida Gobi a una persona e torna in patria iniziando una raccolta fondi super mediatica per realizzare il suo progetto, ma la cagnolina scompare e Dion torna in Cina per ritrovarla. La ricerca è spasmodica ma alla fine Gobi ricompare e, dopo una quarantena di quattro mesi durante la quale Leonard decide di restare al suo fianco trasferendosi in Asia e chiedendo una lunga aspettativa lavorativa, arriva finalmente il tanto sospirato lieto fine: l’atleta e la piccola ex randagia possono rientrare a casa l’uno accanto all’altra. «Ricevere la fiducia incondizionata di un essere vivente è un’emozione molto forte – conclude ora un finalmente sereno Dion Leonard – soprattutto perché un cane potrebbe decidere di andarsene in qualunque istante. Prendermi cura di lei, darle l’attenzione e l’affetto di cui ha bisogno tocca una corda profonda nel mio cuore». Gobi, da parte sua, scodinzola e ringrazia.

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Cresciuta tra i San Bernardo mi sono convertita - da ormai un lustro abbondante - alla (piacevolissima) compagnia di Clicquot, una Beagle dal carattere frizzante come lo champagne del quale porta il nome. Faccio la giornalista da sempre, occupandomi di tutto un po', ma il mio habitat naturale è il fashion e ho un PhD in Semiotica della Moda.