Perché il gatto nero porta sfortuna?

perché il gatto nero porta sfortuna
Il gatto nero porta sfortuna o fortuna? Ecco i pregiudizi e le superstizioni.© Pixabay

Perché il gatto nero porta sfortuna? E poi, sarà davvero così? Sveliamo finalmente le radici di questa credenza ancorata nell’uomo sin dal Medioevo ed arrivata come superstizione fino ai giorni nostri.

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I gatti neri sono  tra le razze di gatti più discusse e poco accettate della storia. Essi sono stati oggetto di tantissimi pregiudizi e credenze, oggi ancora vivide in diverse culture del mondo. Elegantissimi, ignari delle dicerie che si spendono su di loro, i gatti neri sono perfetti così come sono, nonostante tutto! Ma Perché i gatti neri portano sfortuna?

Gatto nero: significato, superstizione e credenze popolari

Il significato della superstizione legata al gatto nero e l’origine di questa credenza popolare non ha motivazioni universali certe. Ma essa viene tramandata da generazione in generazione, fino ai giorni nostri. Come ogni superstizione che si rispetti, è circondata da un alone di mistero che affascina i più curiosi.

L’accezione che ha reso il gatto nero un simbolo porta sfortuna è risalente all’Europa medievale quando questo felino dal pelo scuro è stato associato al mondo delle streghe e creduto un loro discendente. Felino notturno, incuteva paura alla gente di quel periodo perché ricordava loro gli inferi, la morte, il lutto. Inoltre, per il gatto nero, la sfortuna vuole che nel 1200 in pieno periodo di Inquisizione e di guerra contro il Sabba, una bolla emanata dal Papa Gregorio IX, detta Vox in Rama, annunciava che i gatti neri sarebbero stati perseguitati e uccisi proprio come le streghe perché, capaci di vedere di notte, si credeva fossero impossessati dal diavolo.

In realtà la credenza e la paura del gatto nero era originata dal fatto che i felini spaventavano a morte i cavalli che percorrevano le strade del tempo poco illuminate e che, i loro occhi luminosi e gialli, apparendo all’improvviso sul percorso li imbizzarrissero, mettendo in agitazione i passeggeri della carrozza da loro trainata, i passanti della strada e  tutti i presenti che assistevano all’evento.

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A questo si collega anche la credenza popolare la quale afferma che vedere un gatto nero che attraversa la strada sia un presagio di malaugurio. Se queste solo alcune delle  credenze che spiegano il perché il gatto nero porta sfortuna, nella storia non è stato sempre così. infatti, in seno alla politica sindacalista americana ed europea, a partire dai primi anni del ‘900, il gatto di colore nero ha poi assunto un significato connesso al concetto di anarchia.

Sognare un gatto nero

Misterioso, indipendente e dal portamento elegante, nel simbolismo onirico il gatto è impregnato di tantissimi significati. Tra questi è simbolo della femminilità, della seduzione, della sensualità e della sessualità. Il gatto nero rappresenta anche il mistero dell’inconscio, all’istinto, alla creatività, al potere e alla malizia.

Nello specifico sognare un gatto nero può essere un’espressione dell’inconscio che si traduce in un proprio bisogno di ribellione e indipendenza al quale si associa il colore nero che, in campo onirico, è il simbolo dell’inconscio, del mistero che ci spaventa, di una mancanza e paura presente nel vissuto che l’inconscio vuole segnalare.

Dove il gatto nero porta fortuna?

Leggende e superstizioni legate a questo felino, però, non sono vissute allo stesso modo in tutto il mondo. La Spagna, l’Italia e gli Usa sono ancora oggi legatissimi alla credenza di origine religiosa. Questi popoli, infatti, non vedono di buon occhio l’incontrare o l’avere un gatto dal colore nero. Come in Cina che si associa questo tipo di gatto a carestia e povertà. In altri paesi come il Giappone, l’Inghilterra e la Germania, il gatto nero pare portare fortuna ed essere un vero e proprio talismano dai mille benefici.

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In Scozia i gatti neri sono considerati un simbolo di prosperità, in Germania, a seconda di come attraversano la strada, se da destra a sinistra, o viceversa, possono essere simbolo di buona o cattiva sorte.

Nel mondo celtico, un gatto con queste caratteristiche era un segnale di buon auspicio per una donna che cercava marito. Nell’Islam, invece, il gatto dalle sette vite (sabaa’arwah) era molto amato dal profeta Maometto e ancora oggi è rispettatissimo e libero di girovagare indisturbato in tantissime città musulmane.

In Birmania si credeva che gli spiriti dei morti, prima di raggiungere l’aldilà, assumessero le sembianze proprio di un gatto. In Lettonia, invece, la nascita di gatti neri sta a indicare che vi sarà un buon raccolto. Nella superstizione dei marinai si voleva essere in compagnia di gatti neri perché essi erano considerati portafortuna, non solo a chi godeva della loro presenza (dunque le famiglie che attendevano il loro ritorno) ma anche come simbolo di protezione per chi affrontava il viaggio in mare.

17 novembre: giornata del gatto nero

Se la storia non è stata troppo generosa con questo felino dal manto color pece, l’Associazione per i diritti animali e ambiente (Aidaa) ha da qualche anno istituito la festa del gatto nero che ha come obiettivo quello di sfatare le superstizioni raccontate alle spalle di questo felino dal carattere risolto ma tranquillo e, soprattutto, di evitare che questi animali possano essere vittime di violenza per fini esoterici o legati alle credenze popolari e al satanismo. Non a caso la data della giornata dei gatti neri è simboleggiata dal numero 17. Anche questo numero, infatti, numerologia ha una storia affine a quella di questo felino nero.

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Essere una gattara per me è un onore. Non so ormai più quanti gatti ho cresciuto e quanti ancora ne crescerò! Al momento ho Mimì e GouGou che mi rallegrano le giornate tra fusa e miagolii! Non potrei immaginarmi una vita senza un gatto! Il mio motto è: "diffida da chi non ama i gatti"!