La sterilizzazione del gatto maschio: come funziona?

sterilizzazione gatto maschio
Come funzione la sterilizzazione del gatto maschio. ©Shutterstock

Abbiamo provato a rispondere a tutto quello che ti sei sempre chiesto sulla castrazione del gatto maschio in questo articolo: costo, convalescenza e molto altro.

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La sterilizzazione del gatto maschio, chiamata orchiectomia o castrazione del gatto, è un’operazione chirurgica, più semplice rispetto alla ovariectomia (esportazione delle ovaie nella gattina). Si tratta di un intervento di routine che raramente comporta delle complicazioni, né tantomeno una lunga convalescenza. In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti che i padroni si pongono su quest’intervento. 

Come si sterilizza un gatto maschio?

L’intervento di sterilizzazione del gatto maschio è più veloce e meno invasivo del corrispettivo per la gattina. Quello che il veterinario deve fare è rimuovere i testicoli dopo aver inciso la sacca scrotale. In seguito verranno chiusi il funicolo spermatico e i vasi. L’intervento dura alcuni minuti e viene effettuato in anestesia locale. In alcuni casi l’incisione del chirurgo è talmente piccola che non è nemmeno necessario applicare i punti. 

Il dopo-sterilizzazione del gatto maschio

Prima dell’intervento di castrazione del gatto maschio, l’animale deve stare a digiuno per almeno 10 ore, anche se è possibile dargli da bere fino a tre ore prima dell’operazione. 

Quando la sterilizzazione del gatto sarà finita, il nostro amico peloso affronterà la convalescenza con alcuni giorni di monitoraggio e, se necessario, copertura antibiotica.
Se lo si ritiene opportuno, cioè se il gatto si lecca insistentemente la zona genitale, è possibile mettere al gatto un collare elisabettiano per evitare che infetti la ferita. Nella maggior parte dei casi però non risulta necessario. Se si verificano sanguinamenti o la zona genitale risulta ingrossata rivolgersi immediatamente al veterinario. 

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Costo della sterilizzazione del gatto maschio

Il costo della sterilizzazione del gatto maschio varia, non solo da veterinario a veterinario, ma anche da regione a regione. Grossomodo però possiamo affermare che il costo dell’operazione varia tra gli 80 a 150 euro. 

Perché effettuare la castrazione del gatto maschio?

«La sterilizzazione del gatto maschio è una buona prassi che dona benessere al singolo gatto, ai proprietari e alla popolazione felina in generale», afferma Meir Levy, medico veterinario nazionale dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali).
I benefici della sterilizzazione del gatto sono molteplici. Grazie a quest’operazione la tendenza del micio a scappare e allontanarsi da casa si ridurrà drasticamente, diminuendo con sé il rischio di eventuali incidenti stradali, ma soprattutto diminuiranno le lotte con altri felini per la gatta con cui accoppiarsi. Non bisogna dimenticare, infatti, che il rischio di contrarre malattie pericolose come la FIV o la leucemia felina (FeLV) è maggiore se il micio viene a contatto con gatti randagi. Altri motivi per sterilizzare il gatto maschio sono la notevole riduzione del numero dei gatti di strada e del numero delle nascite, ma anche la riduzione drastica di  «irrequietezza, marcatura urinaria spesso maleodorante della casa, inappetenza, a volte abbattimento del gatto», continua il Dottor Levy.

Quando sterilizzare il gatto maschio

La sterilizzazione del gatto maschio viene di norma effettuata tra i 7 e gli 8 mesi, anche se tecnicamente è possibile anche prima. Secondo il Dottor Levy, infatti, se l’intervento viene eseguito troppo presto potrebbe portare dei problemi di sviluppo organico e ormonale con potenziali rischi, anche di futura tendenza all’ostruzione uretrale, dovuta tra le altre cause anche alla conformazione e allo sviluppo anatomico delle strutture del basso tratto urinario.

Come si comporta un gatto sterilizzato?

Il gatto sterilizzato avrà un cambio nel carattere e nel comportamento. Non c’è da preoccuparsi, è del tutto normale visto che non ci sono più gli ormoni che lo spingevano ad accoppiarsi. Il gatto risulta quindi più pantofolaio e tranquillo del solito, ricercherà più coccole e avrà tendenza ad essere ancor più pigro. Quest’ultimo mutamento è da tenere sotto controllo perché può portare il gatto a diventare obeso, rischiando di sviluppare patologie pericolose come il diabete. 

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Alimentazione del gatto sterilizzato 

Per scongiurare il pericolo di sovrappeso e obesità, ma anche dello sviluppo di calcoli, bisogna, sotto consiglio del veterinario, mettere in atto una dieta per il gatto sterilizzato. Esistono in commercio dei cibi umidi o secchi specificamente studiati per questo tipo di situazione. I croccantini per gatti sterilizzati hanno una maggior concentrazione di fibra, meno carboidrati e meno grassi, stesso discorso per i cibi umidi. In una dieta equilibrata si consiglia di alternare cibo secco e umido, in questo modo il micio assumerà più acqua allontanando sempre più il problema dell’eventuale formazione di calcoli. 

Attenzione: una volta che il gatto è stato operato chiedere consiglio al veterinario sulla dieta da seguire. 

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Profondamente innamorata dei felini, trascorro il mio tempo a limitare i danni di due fratelli combinaguai dal manto tigrato che hanno sempre voglia di giocare: Enzo e Luisa. Se esiste una vita precedente, io probabilmente sono stata un gatto.