E voi dareste la cannabis a cani e gatti? L’idea italiana

cannabis a cani e gatti
WeedEntity lancia dei presidi a base di cannabis per cani e gatti. ©Pixabay

È un’idea tutta italiana il lancio di presidi a base di olio di cannabis per curare aggressività, depressione e sofferenza di cani e gatti. Quali sono i pro e i contro di questi prodotti? 

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La WeedEntity è una startup fondata da quattro imprenditori napoletani che hanno lanciato sul mercato una linea di presidi naturali a base di olio di cannabis sativa, naturalmente legale. Si tratta di prodotti a base di cannabidiolo, sostanza presente nella cannabis che ha effetti antiossidanti, rilassanti e antinfiammatori. 

Gli oli della WeedEntity

Gli oli utilizzati dalla WeedEntity sono certificati dal Ministero della Salute e vengono prodotti in Svizzera senza alcun utilizzo di sostanze chimiche. Gli effetti di questi presidi, assicurano i produttori, non sono assolutamente psicoattivi, ma solo miorilassanti. Al pari dei fiori di Bach allora, anche l’olio di cannabis può essere utilizzato come rimedio naturale per aiutare i nostri fedeli compagni in caso di stress o di patologie particolarmente dolorose (come artite, artrosi, patologie degenerative, ecc).

Gli effetti dei cannabinoidi sugli animali 

L’uso di cannabinoidi sta diventando sempre più sdoganato per gli esseri umani, ma è possibile somministrarlo agli animali? A quanto pare la risposta è sì. Il CBD (cannabidiolo, che a differenza del THC è una sostanza non psicoattiva che si trova nella cannabis), infatti, può essere somministrato ai nostri fedeli amici in caso di dolore, ansia o nel trattamento di alcuni tumori se l’animale non risponde alle tradizionali terapie a base di farmaci. Naturalmente non si tratta di sostanze da far inalare al cane, ma degli oli essenziali da somministrargli diluiti in acqua o con il contagocce sotto la lingua.

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Il parere dell’esperto

Non è pericoloso somministrare questo tipo di sostanze ai nostri animali domestici? Il veterinario Stéphane Tardif risponde a questa domanda spiegando che il pericolo di questi tipi di sostanze è che possano « creare una forma di dipendenza, come può accadere nell’essere umano ». Nei cani e nei gatti il discorso è diverso poiché la dose di somministrazione risulta limitata dall’intervento dell’uomo. Inoltre, la composizione delle molecole di CBD utilizzate per la produzione di questi oli è più leggera e quindi facile da assorbire per l’organismo del cane o del gatto. Il dottore assicura infine che nel cane depresso la somministrazione di questi oli può essere un valido alleato per far fronte all’inappetenza di Fido. 

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Profondamente innamorata dei felini, trascorro il mio tempo a limitare i danni di due fratelli combinaguai dal manto tigrato che hanno sempre voglia di giocare: Enzo e Luisa. Se esiste una vita precedente, io probabilmente sono stata un gatto.