Sei allergico ai gatti? Prendi un gatto anallergico!

gatto anallergico
I gatti anallergici esistono e sono di diverse razze, ciascuna con peculiarità specifiche © Pixabay

Quante persone sono amanti dei gatti ma si negano il piacere di avere un felino per amico a causa di una fastidiosa allergia? Finalmente è arrivata una soluzione che metterà d’accordo naso e coccolosità: il gatto anallergico!

- Annuncio Pubblicitario -

Nonostante tutto l’amore che si può provare per un gatto, l’allergia rappresenta un fastidioso disturbo che rischia di tenere lontani il micio dal suo padrone. In questi casi, tuttavia, il gatto anallergico rappresenta la perfetta via di mezzo tra l’affetto per l’animale e le reazioni allergiche che rischiano di scaturire dalla vicinanza al felino. Ma è bene fare attenzione: le razze di gatto anallergico sono tante e diverse tra loro e ciascuna di esse ha peculiarità specifiche che non vanno sottovalutate. Vediamole assieme.

Gatto siberiano anallergico

gatto anallergico
Il gatto siberiano © Pixabay

Quello più noto e diffuso è senza dubbio il gatto anallergico siberiano. Si tratta di una razza originaria del nord della Russia e, per questo, di taglia grande e dal pelo idrorepellente e lungo. Tuttavia, come abbiamo già avuto modo di vedere, non è il pelo del gatto a essere portatore dell’allergia quanto la proteina fel d1 contenuta nella saliva e nelle ghiandole sebacee del micio.

Quest’ultimo, leccandosi, distribuisce la sostanza sul suo manto e la veicola nello spazio domestico in cui vive anche l’uomo. Non è però il caso del siberiano, che viene definito anallergico (ed è stato riconosciuto come tale dalla Federazione Internazionale Felina nel 1997) proprio perché può contare su una bassa quantità di fel d1 nella sua saliva.

Dal punto di vista del carattere, poi, il gatto anallergico siberiano è affettuoso, docile e leale e ama giocare e trascorrere molte ore in compagnia della famiglia e soprattutto dei bambini. Insomma, è la razza più “versatile”, al punto che, se abituato fin da piccolo, non ha problemi a passeggiare al guinzaglio.

- Annuncio Pubblicitario -

Gatto norvegese

gatto anallergico
Il gatto norvegese © Pixabay

Parente stretto del siberiano è il gatto anallergico norvegese che, come suggerisce il nome stesso, è originario della penisola scandinava. Grande più o meno quanto il suo “cugino” siberiano ma dalle origini molto più antiche, ha un pelo semi lungo che va curato con attenzione ed è dotato di zampe molto grosse che, corredate di solidi artigli, lo rendono un ottimo scalatore anche su alberi dal fusto grosso.

Il carattere del gatto anallergico norvegese è piuttosto solitario, specie perché ama la vita all’aperto, ma non per questo rinuncia a giocare con uomini e altri animali: si tratta infatti di un felino calmo, tranquillo ma soprattutto estremamente intelligente.

Il bengala, il gatto anallergico

gatto anallergico
Il gatto bengala © Pixabay

Quella del bengala è una razza che è stata ufficialmente riconosciuta nel 1991 e che è nata dall’incrocio di un gatto domestico e di uno selvatico. Con il suo incedere maestoso il gatto bengala anallergico ricorda una tigre in miniatura: gli occhi sono verdi e arzilli mentre il suo manto, corto e curato, è reso bellissimo dagli screzi maculati.

Lo stesso, però, non si può dire del suo carattere: alcuni esemplari sono nervosi e selvatici, altri sono dolci, leali e affettuosi. In generale tutti gli esemplari di gatto bengala anallergico sono curiosi e attivi in quanto non hanno perso del tutto l’istinto da predatore del loro genoma più selvatico.

- Annuncio Pubblicitario -

Un falso mito: il gatto Sphynx

gatto anallergico
Il gatto Sphynx © Pixabay

Sono in molti a credere che il gatto Sphynx non possa causare nell’uomo reazioni allergiche solo perché è glabro. In realtà, non c’è nulla di più sbagliato: come certi suoi simili, anche molto più pelosi di lui, lo Sphynx veicola l’allergia dalla sua saliva, indipendentemente dal fatto che sia privo del manto. Nel suo caso, poi, la questione è aggravata dal fatto che la proteina fel d1 si attacca direttamente alla sua pelle, con il rischio l’esposizione agli allergeni sia maggiore qualora venga accarezzato o portato al volto umano.

Qualche informazione utile

È bene conoscere certi dettagli prima di decidere di comprare un gatto anallergico: “costo”, per esempio, è una delle prima voci che viene in mente pensando a loro. Questo parametro varia da razza a razza ma, in generale, non si tratta di esemplari a buon mercato. Anzi, i prezzi per acquistarne uno sono piuttosto alti e, per questo, è importante essere pienamente convinti della propria scelta. Questa, poi, può esser fatta in un allevamento di gatti anallergici: in Italia ce ne sono tanti e sono dislocati soprattutto nelle grandi città.

Leggi anche: Come capire se un gatto è maschio o femmina?

Classe 1989, sono laureata in Scienze dei Beni Culturali e in Storia e Critica dell'Arte all'Università degli Studi di Milano. Dopo avere frequentato la Scuola di Giornalismo Walter Tobagi di Milano, sono diventata giornalista professionista. Amo viaggiare e scrivere di Street Art e Graffiti, per questo ho aperto un blog (https://anotherscratchinthewall.com/), un'associazione culturale (Grafite HB) e tengo Street Art Tour a Milano.